Cantina Laimburg presenta l’applicazione bCerty

Coldiretti ha dichiarato come nel corso del 2015 le frodi relative ai prodotti vinicoli siano aumentate del 150%, raggiungendo un picco massimo mai registrato. Con questi dati allarmanti alla mano, sembra dovuta la scelta della Cantina Laimburg, che ha voluto apportare sulle proprie etichette uno speciale Qrcode al fine di certificare l’origine e l’autenticità del vino.

Su ben 8.000 bottiglie del suo Cabernet Sauvignon Riserva Sass Roà compare infatti il codice bCerty, un servizio che rende unica e irriproducibile ogni singola bottiglia di vino mediante un algoritmo proprietario. Questo strumento digitale tutela sia le cantine dall’essere vittime di plagio, sia il consumatore che troppo spesso viene attirato da prezzi convenienti che gli consentono l’accesso anche ai vini più prestigiosi.

Etichetta SassRoà Laimburg_Certificazione bCertyBCerty è un sistema brevettato, nato dall’idea brillante della start-up DigiCanDo, che permette di verificare l’autenticazione del marchio registrato, la tracciabilità del prodotto, la certificazione della proprietà e non solo: bCerty ha anche un carattere social, infatti effettuando l’accesso semplicemente con il proprio smartphone, gli utenti possono leggere i commenti certificati lasciati sui prodotti, condividere con gli amici le proprie esperienze d’acquisto e accedere a contenuti extra, come ad esempio foto, video, descrizioni, schede tecniche e la gamma completa del brand desiderato. In questo modo i consumatori sono sempre aggiornati sulle novità del mercato e riescono a instaurare un rapporto di interazione diretta con il prodotto e il produttore. L’applicazione, inoltre, fornisce un servizio di analisi dei dati statistici provenienti dagli acquisti effettuati dagli iscritti, informazioni utili alle aziende per costruire strategie di marketing efficaci.

«BCerty è un sistema che copre più settori merceologici, le cui aziende vengono tutelate sia grazie alla verificabilità dei loro prodotti che tramite la certificazione dei commenti dei consumatori», afferma Ilaria Della Giustina, referente della start-up DigiCanDo, spiegando inoltre che solo chi effettivamente acquista il vino e ne entra in possesso può lasciare la propria opinione, per evitare casi di concorrenza sleale da parte dei competitor.

La Cantina Laimburg non è nuova all’adesione di iniziative di questo genere, proprio perché il Centro di Sperimentazione Agraria Forestale, di cui fa parte, ha come punto focale l’innovazione. Già nel 2014 era stata la prima realtà vitivinicola a livello nazionale ad aver adottato il Tag NFC (Near Field Communication) per i propri vini: un chip che permette di accedere a contenuti extra riguardanti la cantina e i relativi vini. Cantina Laimburg dimostra costantemente il proprio interesse verso l’innovazione tecnologica, soprattutto a garanzia dell’autenticità dei propri vini, patrimonio enologico e culturale dell’Alto Adige.

 

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