Tarì, tempo di bilanci

Si dice che il settimo anno sia quello della crisi. Non così per Birra Tarì nata nel 2010: sono stati sette anni di crescita, affermazione e riconoscimenti importanti per un birrificio siciliano nato da zero, da una passione che veniva da lontano. Non dunque tempo di crisi, ma sicuramente tempo di ripensamenti e cambiamenti. In dialogo con Luca Modica, produttore insieme a Fabio Bianco di Birra Tarì.

La vostra passione per la birra nasce da lontano, in tutti i sensi…

La passione che ci ha portato a questa scommessa imprenditoriale nasce in Lombardia, agli inizi del Duemila; nasce nell’industria dell’automazione dei processi di lavorazione alimentare, in cui io lavoravo, un’industria della quale mi ha sempre affascinato la possibilità di trasformare ingredienti base in un nuovo prodotto prima inesistente: dal chicco il caffè, dal frumento la pasta… e dall’orzo la birra. Questa passione mi ha portato in contatto con alcuni brew-pub, a quel tempo già attivi in Lombardia e, tornando poi in Sicilia, di questo incontro mi son portato appresso la passione e l’esperienza da cui è nata Birra Tarì.

Luca Modica (a destra) e Fabio Bianco, fondatori e produttori di Birra Tarì

Com’era il panorama delle birre artigianali in Sicilia quando avete iniziato voi?

La Sicilia di quel periodo usciva da un’esperienza non troppo felice di birre artigianali e questo aveva contribuito a conferire al prodotto un’aurea negativa. Inoltre si trattava di un ambiente ancora poco dinamico. Oggi la situazione è molto cambiata: sono cresciuti i birrifici artigianali, le etichette, i festival, cresce a poco a poco la competenza del pubblico; le birre artigianali stanno trovando un loro posto nella gastronomia e nelle carte di molti locali.

Pionieri dunque…

Quasi. Se questo da una parte ha comportato il vantaggio di un mercato tutto da conquistare, dall’altra ha implicato lo svantaggio di doverlo creare, questo mercato: in termini di canali di vendita da scoprire e soprattutto di cultura birraria da creare, per fare capire come la birra artigianale abbia la dignità e la capacità di accompagnare anche piatti importanti, magari legati alla tradizione siciliana.

A proposito di tradizione

Nelle vostre birre si trovano spesso ingredienti tipicamente siciliani…

È una scelta che abbiamo fortemente voluto perché riteniamo che proprio come il vino, anche un bicchiere di birra debba raccontare il territorio. E così abbiamo scelto ingredienti tipici da affiancare a quelli classici. Da questo incrocio nascono le nostre birre speciali. Utilizziamo ad esempio il carrubo, pianta tipica del Ragusano con cui produciamo la Tarì Qirat; il grano Russello, una delle 52 varietà di grano siciliano, con cui produciamo la Tarì Trisca, che contiene anche altri ingredienti come il limone, lo zenzero e il coriandolo; le foglie della Malvarosa, coltivata da un vivaio di Giarre (Catania) per creare l’omonima flower beer. O ancora le fave di cacao per la nostra birra che è anche un omaggio all’Antica Dolceria Bonajuto. Cerchiamo di inserire ingredienti siciliani, come il basilico, i limoni, le arance, nelle nostre produzioni e questo facilita l’accostamento ai piatti della tradizione regionale.

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