La birra a tutto sole di Ab Inbev

L’accordo – di tipo Virtual Power Purchase Agreement (VPPA) – avrà durata di 10 anni e riguarda due parchi solari che, combinati, vantano una potenza di quasi 200 megawatt, di cui oltre 130 in favore di AB InBev. I due siti verranno installati in Spagna, occuperanno circa 200 ettari di terreno rurale comune in regioni particolarmente aride della Spagna, con un impatto minimo sulle aree agricole.

Si tratta di un accordo dal valore pionieristico e di portata storica per le sue dimensioni: ad oggi è il più grande accordo corporate paneuropeo in termini di energia solare nella storia e copre 14 birrifici AB InBev in Europa occidentale, con oltre 50 marchi prodotti e venduti in 12 paesi, tra cui Bud.

In dialogo con Benoit Bronckart, AD Italia e BU President South Europe di AB InBev.

Un accordo di tale portata non si era ancora visto…

È, in effetti, una premiere. Esso prevede la costruzione di due parchi solari in Spagna, che saranno finalizzati e operativi entro il 1° marzo 2022. Questi impianti – il cui sviluppo prevede la creazione di almeno 150 nuovi posti di lavoro – combinati, assicureranno ad AB InBev una quantità di energia sufficiente per produrre birra per 57 Oktoberfest all’anno, alimentare quasi 670.000 case europee per un anno, illuminare quasi 58 milioni di alberi di Natale per un mese o attraversare il mondo in auto elettrica per 42.510 volte all’anno.

Con questa potenza installata AB InBev ritiene di poter coprire tutti i fabbisogni elettrici dei suoi 14 birrifici in Europa occidentale?

Esatto: cinque in Belgio, due nei Paesi Bassi, uno in Lussemburgo, due alle Canarie e quattro in Germania. Questo significa che dal marzo 2022 in poi, ogni birra di AB InBev proveniente dall’Europa occidentale sarà prodotta utilizzando il 100% di energia elettrica rinnovabile. In altri termini, l’accordo andrà a impattare ogni anno la produzione di 55 milioni di fusti di birra prodotti in quest’area geografica. Siamo un’azienda pioniera che vuole fare la differenza per aggiungere capacità rinnovabile alla rete e lo facciamo attraverso accordi di acquisto virtuale di energia elettrica su qualsiasi area geografica a livello globale. Siamo ben posizionati su questo percorso: basta infatti pensare che abbiamo già coperto con energia green oltre il 60% del nostro fabbisogno annuale globale di MWh e più del 20% è già attivo.

Tutto ciò è coerente con la nostra adesione – avvenuta nel 2018 – a RE100, la coalizione di imprese che si è impegnata a raggiungere l’approvvigionamento del 100% del fabbisogno di elettricità esclusivamente da fonti rinnovabili che, assieme ai nostri altri obiettivi di sostenibilità, vogliamo raggiungere entro il 2025. La lotta ai cambiamenti climatici è una delle questioni più serie e urgenti del nostro tempo e lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile rimane una sfida. Noi continuiamo a esplorare, innovare e cercare partner in questo settore, con l’obiettivo di operare generando il minor impatto possibile sul nostro pianeta, con continui investimenti in ricerca e sviluppo per sviluppare e rendere sempre più efficienti i processi di produzione di birra a basse emissioni.

Considerando i consumi energetici totali dei 14 birrifici coinvolti, quale percentuale di essi è rappresentata da energia elettrica?

Quasi un terzo dei consumi energetici proviene dall’elettricità. Per questo il passaggio all’energia solare rappresenta un contributo importante per l’elettricità rinnovabile. Questa mossa non è una scelta isolata, ma fa parte del nostro più ampio impegno globale per il raggiungimento degli Obiettivi di Sostenibilità che ci siamo posti di raggiungere entro il 2025 e che già stanno portando a una riduzione del 25% dell’intensità di carbonio lungo tutta la nostra catena del valore.

AB InBev non è nuova a misure per migliorare la propria impronta carbonica…

La birra è prodotta con ingredienti naturali. Se si pensa a questo fattore, è facile intuire come mai per noi la sostenibilità non sia parte del nostro business, ma sia il nostro business. Siamo costantemente alla ricerca di modi per rendere le nostre operazioni e la nostra produzione più sostenibili e meno impattanti.

Quali misure avete messo in atto fino ad ora?

Uno dei nostri obiettivi è quello di ridurre il consumo di acqua nella produzione, fissandoci lo scopo ambizioso di far scendere il fabbisogno di acqua necessaria per ettolitro prodotto sotto i 3hl/hl. Inoltre, abbiamo investito in sistemi di recupero di CO2 in alcune delle nostre birrerie e, dopo quattro anni di test, abbiamo anche brevettato un metodo innovativo, chiamato ‘Simmer & Strip’. Questo processo – che genera le bolle di gas necessarie per la miscela di malto e acqua utilizzata nel processo di produzione della birra – permette di evitare di ricorrere al metodo tradizionale della bollitura, di utilizzare meno calore e anche meno acqua rispetto ai metodi tradizionalmente utilizzati. Il metodo sviluppato, infatti, ci permette di simulare gli effetti dell’ebollizione senza dover spendere l’energia necessaria per riscaldare l’acqua, il che potrebbe ridurre significativamente le emissioni del processo, senza tuttavia influire sulla qualità della birra che offriamo, dal momento che rimane anche fresca più a lungo. Un protocollo, questo, che mettiamo gratuitamente a disposizione anche delle piccole e micro-birrerie. Stimiamo che, se il nuovo metodo venisse applicato a tutte le nostre attività di produzione di birra nel mondo, ciò potrebbe tradursi in una riduzione del 5% delle emissioni di CO2 di AB InBev.

E in termini di filiera?

In diversi mercati siamo impegnati sul fronte del rafforzamento del trasporto intermodale e dell’introduzione dei veicoli elettrici per la consegna delle nostre birre. Infine, c’è l’intervento sugli imballaggi: da un lato ridisegniamo gli stessi, sia per ridurne l’uso, sia per sostituire la plastica con altri materiali, dall’altro utilizziamo materiali riutilizzabili o, comunque, provenienti dal riciclo.

A monte della produzione di energia elettrica, come vi accerterete, ad esempio, della correttezza in termini ambientali della costruzione dei campi solari in questione?

Come detto, i campi verranno realizzati da BayWa r.e., fornitore di soluzioni rinnovabili, in Spagna. Tutti i progetti impiantistici di energia rinnovabile in Spagna devono essere conformi alle norme e alla legislazione europea, vale a dire che un progetto necessita, tra l’altro, di una Valutazione di Impatto Ambientale approvata dal Ministero dell’Ambiente con la consultazione delle Autorità Ambientali Regionali.

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