Innovazione: il fermento della meccanica

Un microbirrificio Spadoni a 3 tini
Un microbirrificio Spadoni a 3 tini: per ogni configurazione c’è la possibilità di aggiungere ulteriori tini

Per Meccanica Spadoni, nata nel 1951 come una delle prime ditte costruttrici di apparecchi per la filtrazione di liquidi alimentari in Italia e che da sempre porta avanti un progetto di continuo sviluppo, anche l’anno appena conclusosi è stato un anno di innovazione: studi per creare nuovi prodotti, ma anche per ottimizzare l’esistente; per restare al passo con le nuove tecnologie introducendo macchinari ottimizzati.  Nello stesso tempo è stato un anno di conferme, perché il mercato ha dato ragione agli sviluppi tecnologici fatti qualche anno fa, facendo consolidare all’azienda i clienti storici e, contemporaneamente, facendogliene acquisire di nuovi. Ne parliamo con Federico Trentavizi, responsabile del settore Ricerca&Sviluppo presso Meccanica Spadoni.

In questo periodo avete apportato una serie di miglioramenti ad alcuni vostri prodotti.

Tali miglioramenti hanno riguardato soprattutto gli impianti per la produzione della birra. Si tratta di un settore in grande fermento in questo periodo, non solo perché il numero dei birrifici è in crescita ma anche perché la “cultura” birraria si affina e questo richiede sempre nuove tecnologie o tecnologie più mirate e adeguate alle diverse situazioni. Siamo intervenuti però anche sui filtri per liquidi alimentari e industriali, nostro prodotto storico: questo è il settore dal quale proveniamo e al quale teniamo ancora molto.

Da quali necessità sono nate tali migliorie?

Innanzitutto dalla necessità “regina” per tutti: una riduzione dei costi per offrire un prodotto sempre più conveniente, pur lasciando invariata o addirittura migliorata la qualità costruttiva. Quindi abbiamo mirato a una maggiore facilità d’uso dei prodotti classici, cercando di renderli semplici anche per chi non è uno specialista. Infine non abbiamo tralasciato un punto fondamentale, in grado di distinguere le aziende tra loro, ovvero il servizio ai clienti. Questo, secondo la nostra esperienza, significa sempre più spesso anche dover offrire una guida attraverso i meandri della burocrazia italiana. Sempre più spesso ci viene richiesto questo tipo di aiuto, accanto ovviamente al buon prodotto di nostra primaria competenza.

Che vantaggio portano al cliente le modifiche e le migliorie introdotte?

Al cliente viene offerto quello che normalmente chiede, ossia un prodotto semplice da usare e a manutenzione pressoché zero. Ad esso si aggiunge la presenza di un’azienda che lo segue passo dopo passo in ogni sua necessità legata all’installazione, utilizzo e documentazione dell’impianto o macchinario acquistato.

Queste modifiche riposizionano il vostro prodotto sul mercato?

Più che riposizionarci, credo che ci distingua dai nostri competitor che spesso, essendo più grandi di noi, offrono un prodotto standard che non sempre incontra tutte le necessità delle realtà a cui noi ci rivolgiamo e che oggi costituiscono il vero fermento di questo settore in Italia, soprattutto per quanto riguarda la birra.

Filtro tangenziale per spumanti
Filtro tangenziale per spumanti

In generale come nasce un nuovo prodotto Spadoni?

Un nuovo prodotto Spadoni nasce attraverso l’ascolto delle necessità del mercato. Abbiamo la fortuna di avere alcuni clienti fidelizzati con i quali abbiamo instaurato da lungo tempo un rapporto sia personale che professionale, direi quasi di partnership. Sono loro che, attraverso l’utilizzo quotidiano dei nostri macchinari, ci comunicano le loro necessità, le possibili modifiche, le ottimizzazioni auspicabili. In azienda, poi, noi traduciamo questi preziosi suggerimenti o in modifiche del parco esistente oppure talvolta in prodotti del tutto nuovi.

Cosa ha significato “innovazione” per Spadoni negli ultimi anni?

Negli ultimi anni l’innovazione si è concretizzata soprattutto con l’inserimento della tecnologia nei macchinari tradizionali e nuovi. Una tecnologia che definirei user friendly, che ha cioè lo scopo principale di rendere facilmente utilizzabile qualunque macchinario, anche quello che qualche anno fa era utilizzato esclusivamente da specialisti del settore.

Avete un reparto di ricerca e sviluppo?

Sì ma, come detto, è il dialogo con alcuni clienti più affezionati l’incipit vero da cui parte l’innovazione Spadoni. Poi interviene il reparto Ricerca e Sviluppo che traduce in realtà queste indicazioni. La nostra innovazione è dunque una innovazione bottom-up: parte da domande e bisogni reali e fornisce una risposta. È questo, secondo me, l’approccio che oggi maggiormente permette ad una innovazione di affermarsi sul mercato.

Quanto investite in un anno in ricerca e sviluppo?

L’investimento varia a seconda degli anni e delle varie necessità, ma normalmente oscilla fra il 3% e il 5% del fatturato. Partecipiamo molto spesso a progetti nazionali ed europei, proprio per meglio ascoltare il mercato estero e nazionale.

Negli impianti il quadro elettrico è gestito da un sistema con PLC che riceve ed elabora tutti i segnali di ingresso analogici e digitali. Un terminale operatore touch screen consente agli utenti di interagire con l'impianto in modo semplice e intuitivo
Negli impianti il quadro elettrico è gestito da un sistema con PLC che riceve ed elabora tutti i segnali di ingresso analogici e digitali. Un terminale operatore touch screen consente agli utenti di interagire con l’impianto in modo semplice e intuitivo

L’inizio di un nuovo anno è anche una buona occasione per fare nuovi progetti e porsi nuovamente degli obiettivi. Quali sono i vostri progetti per il 2018?

Tra gli obiettivi che ci siamo posti vi è quello di aumentare il numero di impianti venduti in Italia e all’estero, acquisendo una percentuale di mercato sempre più importante. Ma non solo nuovo: anche ciò che già esiste avrà la nostra più profonda attenzione. Consolidare i clienti già acquisiti è tra i nostri obiettivi per il futuro, perché sono loro che ci hanno permesso nel tempo di essere quello che siamo oggi. Per quanto riguarda i progetti, ne abbiamo in cantiere due davvero importanti e nei quali crediamo molto. Ma in questo momento non possiamo né vogliamo parlarne perché sono ancora in fase sperimentale.

Meccanica Spadoni per i birrifici
Da oltre 60 anni Meccanica Spadoni produce e vende nel mondo unità di filtrazione e refrigerazione per l’industria del beverage e per il settore chimico. La produzione si è completata anche con sale cottura fino a 150 hl che ormai da anni stanno diventando prodotti sempre più di serie, affiancati naturalmente da tutto ciò che è parte dell’impianto completo, dal mulino di frantumazione malto agli scambiatori di calore, dai fermentatori ai maturatori, dagli impianti di refrigerazione ai CIP, etc. Gli impianti sono completi e semplici, ma dotati di tutti i controlli automatici e gli accorgimenti che, se da un lato lasciano libero il mastro birraio di “creare” la propria birra, dall’altro, gli forniscono gli strumenti per “fissare” le modalità, i parametri fondamentali con cui ha ottenuto il prodotto e renderlo così perfettamente ripetibile e riproducibile. Infatti, il sistema di automazione integrato dell’impianto permette di generare lo stesso prodotto a partire dalla medesima “ricetta”, con la possibilità di variare quelle esistenti in modo pratico e veloce. Per quanto riguarda l’architettura e l’ingegneria degli impianti, l’azienda produce soluzioni che vanno dal tipo industriale in Aisi 304, nel rispetto di tutte le esigenze tecnologiche e di igiene, per arrivare fino agli impianti rivestiti in rame. Gli impianti sono del tipo tradizionale all grain per birre sia ad alta che bassa fermentazione, con riscaldamento a vapore o a olio diatermico e impianti speciali per produzione di birra da estratto.

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