Col calore della terra produce ottima birra

Il birrificio artigianale Vapori di Birra si serve dell’energia geotermica che si sviluppa tra le province di Pisa, Grosseto e Siena fornendo il 30% del fabbisogno della Toscana. Un concentrato di tecnologia nella piccola etichettatrice.

Sasso Pisano, pur trovandosi come il nome suggerisce in provincia di Pisa, dalla città toscana dista circa 100 km annodati su un itinerario tortuoso soprattutto nel tratto finale tra salite e discese che mettono a dura prova chi sta al volante. Tutt’intorno la densa vegetazione quasi nasconde altri centri urbani di dimensioni piuttosto contenute. La domanda sorge allora spontanea: perché Edo Volpi ha deciso di aprire proprio qui un birrificio artigianale dopo aver concluso la sua carriera professionale all’Enel?

Nuvole di vapore

La risposta sta in parte nella stessa domanda perché tra le due attività vi è un’importante analogia visibile gettando lo sguardo sui versanti di queste montagne dalle quali si alzano qua e là colonne di denso fumo bianco, come se qualcuno avesse appiccato fuoco ai boschi. Invece no, non d’incendi si tratta ma di calore sì, e tanto. Ci troviamo infatti nel pieno del territorio geotermico italiano, a poca distanza da Larderello di cui qualcuno rammenterà l’esistenza avendone letto sui libri di scuola.

Il fatto è che i noti camini di raffreddamento, quelle enormi ciminiere di cemento le cui foto spiccano in molti testi scolastici, non si trovano solo a Larderello ma un po’ ovunque da queste parti segnalando con la loro mole l’ubicazione di una centrale elettrica alimentata dal vapore caldissimo proveniente dalle viscere della terra e convogliato alle turbine da lunghe tubazioni che si snodano tra il verde.

Una passione continua

Per mettere insieme qualche tessera del puzzle della vita di Volpi cominciamo col precisare che negli oltre 30 anni trascorsi all’Enel, proprietaria delle decine di centrali della zona, proprio di geotermia lui si è occupato e con una passione tale da voler continuare a farlo anche dopo. Il suo racconto: «Ero convinto che il vapore potesse essere utilizzato anche in altro modo, oltre alla generazione di energia elettrica. Così, nell’andare in pensione, mi mise a ragionarci su prendendo a un certo punto consapevolezza, da amante della birra qual ero, che proprio il processo di produzione della bevanda potesse trarne vantaggio dal momento che è basato essenzialmente sull’utilizzo del calore».

La sala cottura di un impianto di produzione della birra ha infatti bisogno di acqua molto calda dove immergere il malto macinato perché avvenga l’ammostamento, una delle fasi principali della procedura che porta al risultato finale e cioè alle birre di alta qualità di Sasso Pisano ottenute da acqua, malto, luppolo, lievito e zucchero rifermentate in bottiglia. «Per preservarne le qualità organolettiche – aggiunge Volpi – non sono sottoposte neppure a filtraggio né sono pastorizzate».

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