Grappa a tutto export

All’interno del settore dei distillati, che prosegue nel 2013 il trend positivo già registrato lo scorso anno, è la grappa a segnare le migliori performance, sostenute soprattutto dagli ottimi risultati ottenuti dalle esportazioni.

Nonostante il mondo degli alcolici abbia generalmente risentito degli effetti causati dal perdurare della crisi economica, il comparto dei distillati continua a vivere un periodo positivo, con aumento della produzione e delle esportazioni in crescita sia all’interno dei confini europei sia nel resto del mondo. L’impegno dei player del settore infatti, che – come affermato dal presidente di AssoDistil Antonio Emaldi – «non hanno mai smesso di cercare nuove opportunità sia in Italia che all’estero», ha consentito di affrontare questo difficile momento. I risultati registrati nel corso del 2012 (e sostanzialmente mantenuti anche nei primi mesi di quest’anno) sono, del resto, soddisfacenti: la produzione nazionale è stata di circa 1.050.000 ettanidri di alcol etilico di origine agricola e di acquaviti – in aumento del 15% rispetto al 2011 – per un valore complessivo di un miliardo di euro.

Crescono gli investimenti

Il buono stato di salute dell’intero settore si riflette anche sugli investimenti realizzati dalle aziende: circa il 30% delle distillerie, infatti, ha deciso di investire nelle proprie attività, dotando le strutture produttive di nuovi macchinari all’avanguardia (30%), sviluppando strategie pubblicitarie e campagne di comunicazione incentrate sul marchio (34,5%) nonché avviando processi di innovazione (19%). Il costante trend positivo del mercato, inoltre, consente di mantenere elevati i livelli di occupazione: circa il 92% delle distillerie ha mantenuto invariato il numero dei propri dipendenti.

Primo posto per il Nordovest

Se l’andamento delle bevande spiritose made in Italy registra risultati più che incoraggianti sull’intero territorio nazionale, sono comunque le regioni del Nordovest a mostrare le prestazioni migliori. Secondo i dati diffusi da AssoDistil, in particolare, è in queste zone d’Italia che si trovano le imprese del settore più solide, in grado di fronteggiare con maggiore successo problemi e difficoltà incontrati sul mercato.

La grappa è la regina dei distillati

Forte traino dell’attività distillatoria nel corso dell’anno passato e a inizio 2013 è sicuramente la grappa, la cui produzione è incrementata del 18% a volume. Bene anche il trend dell’acquavite da vino, cresciuta complessivamente del 14%, e dei distillati di frutta i cui volumi produttivi evidenziano invece una sostanziale stabilità.

Export da record

Ormai comunemente considerata il distillato nazionale per eccellenza, la grappa made in Italy – sebbene nel mercato interno i consumi abbiano segnato una battuta d’arresto, scendendo nell’ultimo anno del 5% – continua a registrare performance più che soddisfacenti nel panorama internazionale. «L’export» continua a questo proposito Antonio Emaldi «si dimostra la “nuova frontiera” dei prodotti italiani, soprattutto per la grappa». Una considerazione ripresa anche da Elvio Bonollo, presidente dell’Istituto Nazionale Grappa, il quale sottolinea come l’apertura verso i mercati esteri sia assolutamente necessaria: «dati Istat» spiega il manager «parlano di un +16% nel 2012 rispetto all’anno precedente. Il fatto che il nostro prodotto – spesso frutto del lavoro di aziende a conduzione familiare – riesca a imporsi a livello internazionale nonostante la crisi e nonostante la forza di concorrenti ben più strutturati è un grande traguardo».

L’aumento delle esportazioni, inoltre, riguarda entrambe le varianti del distillato: se nell’ultimo anno, infatti, l’export della grappa imbottigliata è lievitato di circa il 10%, la referenza sfusa ha raggiunto un incremento di oltre i 30 punti percentuali.

Il made in Italy in Europa…

All’interno dei confini europei, la Germania si conferma ancora una volta il principale Paese importatore della grappa italiana: ben il 62% delle esportazioni del prodotto in bottiglia è diretto, infatti, verso il territorio tedesco (in crescita dell’11% rispetto al 2011). Buoni anche i risultati ottenuti in Francia, Austria e Paesi Bassi, ma è soprattutto l’Europa orientale a segnare le performance migliori. Le vendite del distillato sono aumentate, in particolare, in Albania (dove l’export è salito addirittura del 64%), Lettonia (+24%), Slovacchia (+13%) ed Estonia (+10 punti percentuali).

…e nel resto del mondo

Anche nel panorama internazionale la grappa ha consolidato la propria presenza, registrando ottimi risultati negli Stati Uniti e in Canada (dove le esportazioni hanno subito un incremento di circa il 15% nel corso del 2012). Ma le sorprese più grandi per i player del settore derivano principalmente dall’Oriente: è in queste zone, infatti, che le vendite del distillato italiano per eccellenza hanno raggiunto cifre importanti che consentono alle imprese (sia a quelle di grandi dimensioni sia alle realtà più piccole) di rendersi maggiormente competitive su scala mondiale. Se a Taiwan l’export è aumentato del 76%, in Thailandia la crescita è stata del 60%; rilevanti anche i dati provenienti dalle Filippine (+40%) nonché dal Giappone, in cui si evidenzia un +20%.

Grande soddisfazione dalla Russia

La forza dei produttori nazionali di grappa all’estero si può notare, inoltre, da come questo prodotto riesca a inserirsi piuttosto facilmente in quei Paesi che non soltanto ne sono consumatori ma che hanno alle spalle una lunga tradizione in veste di produttori. Una condizione che conferma, senza dubbio, l’elevato livello qualitativo raggiunto dal Imbottigliamento ottobre 2013 37 distillato italiano, in grado ormai di competere anche in mercati che vantano volumi di produzione piuttosto ampi. Emblematico è, a questo proposito, il caso della Russia dove – nel corso del 2012 e a ritmi costanti anche nei primi mesi di quest’anno – è stato registrato un vero e proprio boom delle vendite della grappa made in Italy (+27%), trainato soprattutto da quella in bottiglia, le cui esportazioni hanno raggiunto un incremento di oltre l’80%.

Riflettori accesi sulla grappa

La grappa ha assunto nel corso del tempo all’interno del nostro Paese un’importanza sempre crescente, considerata ormai comunemente un prodotto italiano di antiche origini e fortemente legato al territorio, un distillato nostrano e tradizionale. Per rendere omaggio a questo superalcolico, l’Istituto Nazionale Grappa organizza ogni anno Grapperie Aperte, l’appuntamento che riunisce gli associati e gli amanti di questa referenza per promuoverne diffusione e conoscenza.

L’evento, giunto alla sua decima edizione, torna anche a ottobre 2013 coinvolgendo ancora una volta decine di grapperie e distillerie presenti in tutta Italia – dal Trentino Alto Adige al Veneto, dal Piemonte alla Valle d’Aosta, dalla Lombardia al Friuli Venezia Giulia, fino alla Toscana e alla Sicilia – pronte a mostrare al pubblico le tecniche di lavorazione di questo distillato e i numerosi abbinamenti gastronomici che la grappa rende possibili.

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