Imbottigliatore del mese

La birra campana che parla inglese

Saint John’s Bier è un’azienda campana di piccole dimensioni che produce quattro tipologie di birra artigianale. Conquistati molti estimatori in Italia, ha iniziato a vendere anche in UK e America.

Nata da un’intuizione imprenditoriale dei fratelli Gianni e Mario Di Lunardo, italiani di nascita ma vissuti in Gran Bretagna per lunghi periodi, “Saint John’s Bier” rappresenta oggi una delle punte di diamante fra i microbirrifici campani. L’azienda sorge quattordici anni fa nella zona del Sannio, terra storicamente dedita alla produzione vitivinicola (Falanghina, Aglianico). I due fratelli, con esperienza nella gestione di un pub a Cambrigde, hanno abbandonato la società di servizi cui erano legati per dedicarsi in toto a una nuova avventura imprenditoriale, frutto di passione e, soprattutto, fiuto per il mercato: a fine anni ’90, infatti, la birra artigianale rappresentava solo un’esigua nicchia nei consumi beverage, mentre oggi è diventata un fenomeno culturale di massa (e speriamo non solo “di moda”). Dal 1999 la mission è immutata: concentrarsi su birre di qualità, non pastorizzate, prodotte artigianalmente con scrupolo e selezione delle materie prime. L’azienda oggi è specializzata nella produzione di quattro tipologie: una bionda, una rossa, una doppio malto chiara e una doppio malto scura. La Kölsch, bionda morbida e rinfrescante, assume tonalità fruttate e particolarmente apprezzate grazie all’impiego di particolari lieviti. Un caleidoscopio di sfumature si ritrova nella Marzen, rossa a bassa fermentazione. La Tripel, speziata e agrumata, ha un sapore deciso, mentre la Dark Strong Ale mixa particolari malti tostati donando in bocca un persistente retrogusto. Anche se la referenza top selling è la bionda non pastorizzata, la famiglia delle doppio malto continua a guadagnare consensi. Il brand scelto, ossia “LA birra artigianale”, potrebbe sembrare pretenzioso… in realtà – ci ha confessato Mario Di Lunardo, responsabile vendite e approvvigionamenti – rappresenta un chiaro indicatore del valore aziendale: ci si concentra sul plus dell’artigianalità, elevando questo concetto a qualità nuova e da conservare. Si vuole sottolineare l’idea di “birra in tavola”, acquistata dal cliente per essere gustata con calma e non per essere consumata “senza poesia”. Il posizionamento sul mercato è piuttosto elevato in termini di fascia prezzo e di immagine percepita dal consumatore. Ricordiamo ancora una volta che lo scenario dei microbirrifici nazionali è oggi decisamente più affollato rispetto agli esordi di “Saint John’s Bier”. In Italia l’unico canale distributivo presidiato per scelta è quello della ristorazione; non è stato preso in considerazione l’ingresso in Gdo sia per limiti produttivi, sia per coerenza con la promise aziendale. All’estero, invece, Saint John’s Bier serve da tempo importatori, distributori e ristoratori interessati a un prodotto “made in Italy” di fascia medio/alta. I clienti, presenti nel Regno Unito, in Canada e in Florida, sono stati acquisiti tramite fiere (al momento l’azienda ha aderito solo a eventi sul territorio nazionale), tramite ricerche di mercato su internet, oppure grazie a conoscenze personali: nel 2011, ad esempio, l’ingresso nel mercato canadese fu frutto di una collaborazione con un distributore locale di origini beneventane. 

La produzione

Saint John’s Bier è un’azienda a conduzione famigliare che vede impiegate sette persone. I due fratelli Di Lunardo si sono divisi le attività cardine: Mario è a capo della divisione commerciale (acquisti, approvvigionamenti e vendite) e Gianni è responsabile delle fasi produttive. Il fatturato 2012, di circa 300.000 euro, è stato sviluppato prevalentemente in Italia pur mantenendo clienti sparsi in altre nazioni, soprattutto di lingua inglese. La produzione si aggira attorno alle 60.000/70.000 bottiglie annue, comprensive di tutti i formati di prodotto (in aggiunta a fusti da 30 litri in base alle richieste). La velocità dell’imbottigliatrice è in media di 1000 bottiglie/ora (con picchi variabili fra le 800 e le 1200 a seconda dell’organizzazione dei turni); la produzione quotidiana è organizzata in base all’andamento del mercato in modo da offrire alla clientela un prodotto sempre fresco. Tutte e quattro le tipologie di birra sono disponibili in bottiglie in vetro da 75 cl, solo tre tipi sono presenti nel formato da 33 cl, mentre solo la Dark e la Tripel sono reperibili nella versione “magnum” da 1,5 litri. Nell’assortimento continuativo, ma con ovvi incrementi di vendita in occasione delle festività natalizie o pasquali, si possono trovare le confezioni “limited edition” – un raffinato cartone che ospita tre bottiglie assortite da 75 cl e due bicchieri “griffati”. Quattro anni fa gli imprenditori hanno modernizzato le fasi produttive, sostituendo la vecchia linea di imbottigliamento manuale con apparecchiature più sofisticate. Oggi il processo inizia con una fase di pulizia del contenitore effettuata da una sciacquatrice automatica “Poggio” da sedici becchi; un operatore dedicato ne soprintende al funzionamento. Le bottiglie sono comunque lavate al fine di minimizzare ogni rischio batteriologico. La seconda fase, il riempimento, ha come protagonista una riempitrice isobarometrica semiautomatica da venti valvole fornita da C.E.M. Costruzioni Enologiche Milano Srl. Questo passaggio vede stabilmente impiegato un secondo operatore, il quale segue anche il funzionamento del tappatore automatico (l’azienda utilizza tappi corona metallici con bidule medie). Il passaggio conclusivo, che prevede stabilmente un terzo addetto, riguarda la deposizione delle bottiglie nelle celle di rifermentazione. In totale, quindi, sono tre le persone (più un “jolly”) a intervenire stabilmente nelle operazioni tecniche di produzione delle birre. Visti gli investimenti recenti la ditta non ha in programma l’acquisto di nuovi macchinari.

In futuro

Nonostante l’attuale crisi dei consumi, Saint John’s Bier si pone l’obiettivo di portare alta la bandiera della tradizione e della produzione artigianale di birra anche al di fuori dei confini tricolori. Consolidare la clientela abituale, trovare nuove nicchie da soddisfare, sempre nella coerenza del percorso marcato fino a oggi, sono i principali spunti di riflessione per il 2013 dei fratelli Di Lunardo.

 

Saint John’s Bier
Località Selva – 82030 Faicchio (BN)
info@saintjohnsbier.com

 

Giorgio Montanari

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