Birrificio Liquida: fare birra e farla sempre più buona!

Una nuova tappa del nostro viaggio alla scoperta dei birrifici artigianali ci ha portato a Ostellato, un piccolo comune in provincia di Ferrara, dove dal 2020 ha sede il Birrificio Liquida. Una realtà che nasce dal sogno di tre giovani appassionati: Luca Tassinati, Christian Bertoni e Luca Drudi, oggi titolari del birrificio insieme a Eleonora Manservigi.

Luca Tassinati, Christian Bertoni, Luca Drudi

I volti del birrificio

Luca Tassinati vanta un’esperienza nel mondo della birra dal 2013: inizialmente apre una sua società di beerfirm, la Monkey Beer; in seguito, nel 2016, è socio fondatore del Birrificio Altotevere, dove nel 2018 vince il titolo di birraio emergente. Nel 2019 i rapporti col Birrificio Altotevere finiscono e inizia l’avventura con Christian Bertoni e Luca Druidi per l’apertura di Liquida – Birrificio Indipendente. Christian Bertoni e Luca Drudi invece iniziano il loro percorso nel 2016 con la beerfirm Bifor e l’apertura, sempre nel 2016, dell’omonimo pub in piazza Cavour a Forlì.

Nel 2020 l’apertura di Liquida – Birrificio Indipendente unisce volti ed esperienze, e lo fa a inizio pandemia. Sì perché l’impianto di produzione arriva proprio all’inizio di marzo, e a giugno vengono create le prime birre. «Senza aver ancora iniziato – afferma Luca Tassinati, mastro birraio – ci siamo confrontati subito con una situazione difficile, soprattutto per un’azienda al debutto, ma non abbiamo mollato e siamo riusciti a imporci nel mercato nazionale catturando l’attenzione di appassionati e non, fino ad arrivare ad aggiudicarci due ori all’evento Birra dell’anno 2021 e ben tre medaglie (un bronzo, un argento e un oro) e il titolo di miglior birrificio emergente del 2022 al Barcellona Beer Festival».

Fra tecnologia e manualità

Oggi la produzione procede spedita, anche grazie a tecnologie di ultima generazione. A cominciare dalla sala cottura, un impianto da 1300 litri a tre tini di Inoxtecnica Veronise. «Abbiamo scelto loro per il nostro impianto per l’ottima manifattura e la rapida assistenza in caso di problematiche. L’impianto è composto da tre tini: uno per l’ammostamento/bollitura, uno per la bollitura e whirpool e uno per la sola filtrazione. È dotato di PLC e di valvole manuali. La scelta delle valvole manuali è stata fatta per la dimensione dell’impianto, che essendo di piccola/media grandezza, permette di sfruttare al meglio le loro capacità di controllo. Inoltre l’impianto è stato personalizzato in base alle mie esigenze lavorative».

La cantina in totale è da 190 hl, ed è composta da 1 fermentatore da 1400 litri, 1 da 1600 litri e 5 da 3200 litri. Anche i fermentatori sono di Inoxtecnica Veronese.

La sala cottura e i fermentatori trasferiscono i propri dati di produzione e fermentazione al gestionale di produzione per poterli catalogare e analizzare in una fase futura, in modo da poter correggere eventuali errori o modificare alcuni aspetti delle ricette.

Presenti anche un’etichettatrice Enos e un’inlattinatrice GAI, isobarica, con una capacità di confezionamento di 1200 lattine da 33 cl all’ora, con PLC e terminale di dialogo touch a quattro becchi. «Abbiamo scelto un’inlattinatrice GAI per le performance riempitive e il rapporto qualità/prezzo leader sul mercato. Si tratta di macchine di ottima manifattura, che confezionano un prodotto stabile nel tempo e con un’ossidazione bassa. Inoltre l’assistenza dell’azienda in caso di problemi è sempre stata rapida, sia in presenza che in teleassistenza con controllo da remoto».

Nel 2021 la produzione annua è stata di 1500 hl e sono stati confezionati 1200 hl; per il 2022 l’azienda punta a una crescita di produzione e a raggiungere i 1900 hl.

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