Il progetto TesiRare di Italo Cescon

Vincitore dell’etichetta dell’anno 2021 al 25° Vinitaly Design International Packaging Competition, il packaging del Pinot Grigio delle Venezie DOC “GrigioRamato” 2018 celebra il talento dell’agenzia creativa mimicocodesign, che ha creato l’immagine lieve e ricercata della nuova collezione di vini bio della cantina Italo Cescon. Il progetto nasce da una ricerca sospesa tra diverse discipline mettendo al centro la materia prima e la sua trasformazione in armonia col cosmo e l’attento lavoro di vinificazione. Proprio come i libri rari all’interno di una ricca biblioteca, i vini TesiRare fanno parte della tradizione Italo Cescon, eppure sono come personaggi in cerca di una loro esistenza autonoma. Il desiderio di adottare per questo progetto un approccio trasversale – attraverso la riflessione su vita, uomo, cultura, produzione sostenibile e rispetto della terra – si coglie nella lavorazione artigianale ma allo stesso tempo innovativa di tutti gli elementi che compongono questo packaging.

A un’etichetta, apparentemente enigmatica, il compito di spiegare il concept vitale di questo progetto. Su una carta riciclata con il 30% di fibre riciclate, resa unica dalla grafica amanuense, sono nobilitati preziosi simboli cosmici come le fasi lunari e il sole, che raccontano il lento e spontaneo crescere e svilupparsi della materia, rappresentata da un atomo primordiale da cui tutto nasce e si trasforma. La bottiglia, a forma di anfora, ricorda la silhouette scultorea di un grembo materno che custodisce la rarità dell’opera umana, mentre un’evoluta capsula in gommalacca sigilla e preserva con eleganza l’alta qualità del prodotto.

Cantina Italo Cescon produce questa nuova collezione in itinere composta attualmente da 5 vini biologici. mimicocodesign ci racconta le molteplici ispirazioni di questo progetto.

Com’è nato il packaging per “TesiRare”?

«La prima volta che ci siamo incontrati, la Famiglia Cescon stava già lavorando a questo nuovo progetto vitivinicolo con l’obiettivo di superare le proprie conoscenze e di valorizzare il territorio riscrivendolo con gentilezza. Ci siamo fidati di loro, della loro forte passione per il vino e per il rapporto sincero che hanno con la loro terra e la loro storia. La collezione TesiRare è un progetto romantico, nato da un dialogo attorno a un tavolo. Ci siamo messi in ascolto, abbiamo assaggiato i vini, abbiamo parlato di visioni future e di storie locali, abbiamo parlato di “materia” come principio delle cose. Dei mutamenti, del ruolo che il vignaiolo deve avere nel saper comprendere le potenzialità della materia prima, per accompagnarla nella sua evoluzione attraverso scelte minime ma decisive. Li abbiamo osservati e ascoltati. Alla fine il design è semplicemente la rappresentazione visiva e concreta di tutte queste idee. Noi abbiamo espresso quello che pensavamo dovesse essere la loro immagine. Per farlo abbiamo lavorato a mano, direttamente su carte colorate in pasta, non ci siamo mai confrontati guardando un monitor. Sono passati sopra di noi molti cicli lunari mentre aspettavamo che i vini completassero il loro percorso».

L’etichetta del Pinot Grigio delle Venezie DOC “GrigioRamato” 2018 riporta poche ma rilevanti informazioni. Un concept minimal che nasconde quali significati?

«Il piccolo ciclo lunare è la sintesi visiva del dialogo che si è instaurato con la natura, dell’importanza di ristabilire un contatto diretto con la terra. Da sempre i coltivatori fanno riferimento alla luna nel programmare i loro lavori e i loro occhi si rivolgono spesso verso il cielo. Non dimentichiamo, però, l’importanza del sole, che ritroviamo sulla destra, in equilibrio con le fasi della luna. Un secondo grafismo è riportato nella parte bassa dell’etichetta, sicuramente meno evidente ma non meno importante, e rappresenta uno scambio energetico tra il sole e la terra, al centro l’atomo, l’unità più piccola e indivisibile della materia».

La forma della bottiglia si differenzia molto dagli altri prodotti. In cosa consiste l’innovazione?

«Sicuramente, a prima vista, la forma della bottiglia può trarre in inganno sulla sua capacità, ma contiene comunque 0,75 lt. Quello che cercavamo era un contenitore che potesse ricordare in qualche modo il grembo materno e le forme rotonde che caratterizzano i recipienti di tutti i processi di vinificazione e affinamento della linea. Il vino è un elemento vivo e questi sono vini longevi, maturano nel corso del tempo e hanno bisogno di crescere all’interno di un luogo sicuro. La bottiglia, dal vetro ambra scuro, ha delle proporzioni armoniose e un corpo cilindrico definito. Le spalle morbide possono aiutare a fermare i sedimenti naturali che il vino può creare nel corso degli anni».

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