Dieci anni di sostenibilità con Carlsberg

Un’azienda sempre più green che procede a grandi passi nel suo percorso di attenzione alle performance ambientali. Con queste premesse, Carlsberg Italia festeggia i dieci anni del suo Bilancio di Sostenibilità presentando risultati che, nonostante la particolarità dell’anno 2020, sono coerenti con gli obiettivi legati a Together Toward Zero, il programma del Gruppo che allinea i suoi target a quelli fissati dall’Agenda 2030 dell’Onu.

A parlare – anche per quest’anno – sono i numeri, che raccontano di 77.455 tonnellate di CO2 risparmiati grazie alla tecnologia DraughtMaster (sistema di spillatura senza CO2 e utilizzo di fusti in acciaio che oggi permette la distribuzione del 97% della birra Carlsberg), pari alla capacità di assorbimento di oltre tre milioni di alberi: una superficie pari a quella della città di Vicenza. Le emissioni dirette di CO2 in fase produttiva, ovvero il quantitativo di anidride carbonica generata per produrre 1hl di birra, sono state ridotte del 46%. Il consumo specifico di acqua per la produzione è calato del 36% e il consumo idrico complessivo del 33%. Continua, inoltre, l’impegno per l’ottimizzazione dei consumi energetici: quelli di energia elettrica sono scesi del 18,9%, così come per l’energia termica (-30,5%) e per il gas metano (-34,1%).

Come ha riassunto Kaare Jessen – Managing Director di Carlsberg Italia, «In un momento così difficile abbiamo continuato a produrre birra per un oggi e un domani migliori. Da sempre siamo impegnati in progetti di ricerca e innovazione ma, guardando oltre alla birra stessa, per migliorare la società. Non fermiamo il nostro impegno nei confronti di governi e decisori politici ai quali, a maggior ragione dopo quanto successo nel 2020, chiediamo di accelerare la transizione verso un’economia green».

Kaare Jessen, Managing Director Carlsberg Italia

I quattro zeri

Serena Savoca – Marketing Director Carlsberg Italia ha ricordato i principali obiettivi raggiunti durante il 2020. Per quanto riguarda le emissioni di CO2, il risultato più evidente è segnato dal primo pieno anno di servizio del Pastorizzatore Flash, impianto in grado di raggiungere 71°C in 20 secondi, che oltre a migliorare la qualità del prodotto è un vero plus in fatto di risparmio di emissioni che, con il sistema DraughtMaster rappresenta un pilastro per il Bilancio di Sostenibilità. Nel computo della diminuzione dell’impronta ambientale, è inoltre pienamente coerente la decisione di rinnovare progressivamente il parco macchine aziendale, quasi interamente convertito in vetture ibride o elettriche. Nuovissimo investimento, infine, quello che riguarda un impianto che permetterà di utilizzare il biogas prodotto grazie all’impianto aziendale di depurazione.

Per quanto riguarda il risparmio idrico, il principale investimento recente permette di dotare lo stabilimento di Induno Olona (VA) di un depuratore indipendente da quello consortile, che nell’ultimo anno ha permesso di depurare la totalità delle acque reflue, restituendo all’ambiente quasi 210mila metri cubi di acqua con qualità prossima a quella della fonte.  Il risparmio idrico, inoltre, passa anche attraverso il riutilizzo di parte dell’acqua destinata al lavaggio bottiglie per il raffreddamento dei macchinari. Anticipando il target 2022, il consumo specifico di acqua per ettolitro di birra prodotta è oggi pari a 2,9 hl/hl.

Il terzo zero riguarda il consumo irresponsabile. Nonostante l’anno di pandemia abbia comportato l’annullamento di eventi e occasioni di sensibilizzazione in presenza, l’azienda ha continuato a investire in comunicazione, veicolando messaggi sul packaging e online, implementato le procedure di sicurezza sull’accesso ai minori a siti e social aziendali e ampliato la propria offerta di birre analcoliche, in linea con i trend di mercato (+4,9% in Italia) e nella consapevolezza che oggi la crescita tecnologica permette di offrire un prodotto con caratteristiche sempre più apprezzate che ne scacciano la vecchia immagine di non birra. Le auto della flotta aziendale, inoltre, sono tutte dotate di sistema alcolock, che impedisce l’accensione del motore rilevando l’assunzione di alcol da parte del guidatore.

Per la voce zero incidenti Diego Volpi – Integrated Supply Chain Director, ha ricordato l’attenzione per la sicurezza dei lavoratori, che ha portato nel 2020 alla raccolta di 1270 segnalazioni (l’83% delle quali hanno comportato a modifiche delle procedure e dei processi), le 205 ore di formazione in tutte le aree e le oltre 400 visite dei manager alle linee produttive per continui confronti sulla sicurezza con gli addetti. Il tasso di infortuni (1,4) è più che dimezzato dal 2018. Ma la cultura della sicurezza è stata sottoposta a una prova del fuoco proprio durante i mesi della pandemia, con Carlsberg tra le prime aziende in Italia a dichiarare lo stato di emergenza e a dotarsi per tempo di tutte le procedure e dei dispositivi di sicurezza per i lavoratori, che hanno praticamente azzerato l’impatto del Covid in fabbrica anche durante la seconda ondata, che ha particolarmente colpito la provincia di Varese.

Raccontare la sostenibilità

Tutti gli sforzi messi in campo dalle aziende costituiscono un tema complesso da raccontare in modo semplice ed efficace anche al consumatore finale. L’impegno per rendere fruibile i Bilanci di Sostenibilità, spesso “tomi” di difficile lettura e a costante rischio di calo di interesse, è stato riassunto da Riccardo Taverna (Aida Partners). Quello di Carlsberg è composto nel 2020 da sole 16 pagine, con l’utilizzo di infografiche che permettono di presentare un documento di chiara lettura.

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