Birrificio 620 Passi, molto più di un birrificio artigianale

Birrificio 620 Passi, il team

Trasformare un birrificio artigianale tradizionale in un business particolarmente innovativo: si è rivelata questa la mission del Birrificio 620 Passi, startup friulana fondata nel 2015 a Marano Lagunare (UD) da un’intuizione di Roberto Regeni. Questo percorso è coinciso, inizialmente, con la volontà di dar vita a una birra per la comunità di Marano Lagunare – 620 passi era la misura del perimetro delle antiche mura di questo piccolo Comune, paese di origine e residenza di Regeni –, per arrivare, via via, a conquistare il mercato italiano delle birre artigianali seguendo un business model di successo applicato in diversi Paesi esteri: la creazione di un birrificio condiviso nazionale basato, oltre che sui classici canali distributivi, su un network di beerlovers – da privati appassionati ad operatori Ho.Re.Ca. – attivamente coinvolti nella valorizzazione del brand, per facilitarne la diffusione sul mercato. A seguito di una rapida evoluzione, dell’installazione, nel 2019, di un impianto in grado di aumentare la produzione fino a 5.000 hl l’anno, della firma dei primi accordi commerciali e dell’apertura di un e-commerce a inizio 2020, attraverso una raccolta fondi avviata nel mese di giugno su CrowdFundMe è stata data la possibilità a tutti quelli che hanno creduto nel progetto di diventare soci del birrificio, acquistando piccole quote a partire da 250 euro. Questo primo round di crowdfunding si è concluso nemmeno due mesi dopo, il 21 agosto 2020, con oltre 200 nuovi soci e un investimento complessivo di circa 300.000 euro, un risultato più che notevole.

Un ingrediente digitale per la sostenibilità

«Attraverso questo modello – spiega Riccardo Caliari, Ceo e Presidente del CdA del birrificio 620 Passi – l’appassionato di birra, il ristoratore, il titolare di una pizzeria, di un bar o di un pub che ha investito nella nostra campagna di equity crowdfunding può oggi bere e servire ai clienti la propria birra a condizioni speciali e può contare su un business altamente scalabile, una redditività superiore a quella di settore e opportunità esclusive, come l’assaggio in anteprima delle nuove birre o la possibilità di proporre le proprie ricette al mastro birraio. Ogni socio, ampiamente coinvolto, ha accesso ai numeri del birrificio, per verificare l’andamento del suo investimento, e può detrarre dalle imposte il 50% del capitale investito grazie allo status di PMI innovativa della nostra società». A questo proposito è opportuno precisare come, oltre che da un mastro birraio di grande talento, il team del birrificio sia composto da ingegneri esperti in sostenibilità, i quali hanno sviluppato un software proprietario particolarmente all’avanguardia che ha permesso all’impresa di rientrare nell’elenco delle PMI innovative: Smart Beer Meter – questo il nome del software – è in grado di ottimizzare la produzione di birra e di monitorare in continuo le performance ambientali del birrificio. «Questo “ingrediente digitale” – dichiara Caliari – ci consente di sviluppare modelli evoluti che permettono di risparmiare acqua ed energia, ridurre le emissioni di CO2 nell’ambiente e massimizzare la profittabilità dell’impresa, aumentandone la redditività del 3%, un dato superiore a quello di qualunque altra attività simile. È così che l’innovazione può dare nuova linfa a un business tradizionale. Crediamo, infatti, che sia un errore pensare che un birrificio artigianale coincida solo con il suo impianto produttivo: con 620 Passi dimostriamo come un modello di business già conosciuto e avviato possa evolversi, seguendo il percorso di una startup fino a divenire una PMI innovativa».

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