La birra è online

Tante cose sono successe, ma il fenomeno più eclatante durante il lockdown è stato il triplicare delle vendite online presso i consumatori ‘esigenti’: il dato è emerso da un’indagine condotta dall’Associazione Le Donne della Birra che ha voluto indagare se e come il confinamento stava modificando le abitudini d’acquisto del settore. Un consumatore ‘esigente’, abituato a birra di alta qualità, trova ancora scarsa risposta nelle strutture della GDO, che accolgono raramente birre artigianali, più spesso birre d’importazione, ma in massima parte birre industriali. Ecco che allora questo tipo di consumatore, chiuso tra le pareti domestiche e in ‘astinenza’ da pub e birrerie, è ‘volato’ su internet per acquistare direttamente dagli shop online dei birrifici o da piattaforme specializzate o generaliste i prodotti a cui era abituato. E questo anche oltre confine, come confermato da una recente ricerca di EBCU (European Beer Consumer Union).

Birra in poltrona

La comodità di ricevere direttamente a casa le birre preferite è stato il pregio più ampiamente apprezzato dagli acquirenti dell’online, ma non sono mancate le difficoltà, in testa a tutte i danneggiamenti subiti nel trasporto dai prodotti (soprattutto le rotture delle bottiglie). Sofferta la mancanza di un interlocutore come il publican, ma anche numerosi i dubbi circa il rispetto della catena del freddo. In ogni caso, un consumatore su due ha dichiarato che l’acquisto di birre online potrebbe diventare una vera e propria abitudine destinata a rimanere oltre l’emergenza: uno su quattro ha dichiarato che sicuramente vi avrebbe fatto ricorso oltre il confinamento e uno su tre qualche volta. In pratica, il 52% è orientato a continuare sulla strada dell’e-commerce, mentre prima del Covid la cifra si attestava al 21,7%. D’altra parte, non si tratta di un’esclusiva del settore. Tutte le vendite online sono cresciute in maniera importante e non solo in risposta a una situazione emergenziale, ma anche nel rispetto di un preciso trend di mercato. Da uno studio della Casaleggio Associati si evidenzia che nel 2019 le imprese registrate per la vendita online sono cresciute del 20% e il fatturato dell’e-commerce è aumentato del 17%, mentre quello del settore alimentare addirittura del 19%. La Casaleggio Associati afferma: “Al netto delle categorie merceologiche in crisi e del calo generalizzato dei consumi, il 2020 è l’anno in cui tutti gli italiani scoprono la possibilità di acquistare online. Gli operatori che sapranno interpretare questo momento potranno raccogliere nuovi clienti da fidelizzare nel tempo”. Il messaggio sta arrivando ai birrifici italiani? Quale la loro esperienza durante il lockdown e quali le prospettive future relativamente all’e-commerce?

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