Spazio Di Paolo e il future design dell’etichetta d’autore

La fruttuosa collaborazione tra il designer Mario Di Paolo, fondatore e direttore creativo dello studio Spazio Di Paolo, e le aziende Arconvert e Luxoro, entrambe leader nel settore dei materiali per la stampa e l’etichettatura, ha dato vita lo scorso ottobre a Milano a una mostra/evento che rivela come il Wine Packaging Design è il risultato dell’incontro tra creatività, materiali e tecnologie. Ma anche tra tradizione e tipicità territoriali diverse. Tra gli orizzonti di oggi e le aspirazioni della consumazione di domani. In un laboratorio sinergico in continuo divenire, dove la cultura del progetto e il know-how aziendali si misurano “avamposti”, ovvero in prima linea, con scenari inesplorati, rendendo possibile lo sviluppo di nuove tendenze, nuove tecniche di stampa ed esclusive esperienze di gusto.

Durante la serata, protagonista dell’edizione 2019 alla Milano Wine Week, lo studio creativo abruzzese – tra i più premiati e copiati al mondo per la capacità di creare etichette d’autore che sono piccole opere d’ingegno – ha presentato una rassegna dei suoi più significativi progetti di Label Design. In anteprima anche i nuovi volti delle linee Album di Famiglia e No Man’s Space che, con le innovative etichette “pop-up” di Gin e Vermouth, per la prima volta aprono un percorso di sperimentazione e ricerca nel settore degli Spirits. Realizzate con le pregiate carte adesive Arconvert e i raffinati foil e clichè per la stampa Luxoro-Kurz, sono state stampate con cura artigianale dai partner tecnici Eurostampa, Modulgraf, Modulsì e Tonutti, etichettifici all’avanguardia che affiancano Spazio Di Paolo nello sviluppo delle sue idee contribuendo a lanciare nuovi trend sul mercato.

L’innovazione che sta alla base dei progetti di Spazio Di Paolo è rappresentata dal rispetto della biodiversità e dall’utilizzo visionario e sinergico di materiali emozionali e soluzioni tecnologiche inedite – ma perfettamente funzionali alla stampa – che permettono di esprimere l’identità di un prodotto attraverso esperienze tattili e visive uniche, ottenute ispirandosi alla natura. A lui chiediamo di raccontarci dell’esperienza corale di Avamposti e del futuro che si prefigura per questo settore.

Cosa rappresenta l’evento Avamposti?

Una mostra fa pensare a un traguardo, ma per noi è un punto di partenza. Avamposti è un progetto, un’esperienza condivisa con due grandi gruppi Arconvert e Luxoro, e due partner Chiara Tomasi e Jana Kokrhanek, con le quali negli ultimi anni abbiamo collaborato a strettissimo contatto e con cui abbiamo sviluppato nuove sinergie accompagnando e ispirando l’evoluzione del mondo del packaging. Questa iniziativa in partnership vuole dimostrare come l’osmosi e lo scambio tra chi produce idee e chi produce materiali è in grado di generare innovazione dando la possibilità di produrre nuove emozioni che trasmettono qualcosa di diverso per proiettarci verso nuovi orizzonti.

Come evolve il mondo del packaging?

Se solo una decina di anni fa la tecnica e i materiali erano a servizio della creatività, oggi sono le idee a essere al servizio della tecnica e anche della produzione. Oggi è Spazio Di Paolo che coinvolge i fornitori e interpreta i materiali in una maniera differente, creando così nuove aspettative sia a livello tecnologico, con le tipografie e tutta la filiera, e sia in termini di materiali che vengono utilizzati in un modo completamente inedito. Tutto ciò in maniera non utopica, perché tutti i prodotti che facciamo non sono opere d’arte ma lavori, anche artistici, che si possono riprodurre a livello industriale, sia in fase di stampa automatica sia in fase di imbottigliamento: risultato di operazioni estremamente sinergiche con i player del settore.

Mario Di Paolo con Chiara Tomasi e Jana Kokrhanek
Mario Di Paolo con Chiara Tomasi e Jana Kokrhanek

Qual è il segreto per diventare un trend setter del Label Design?

Da quando abbiamo sviluppato la tecnica di sovrapposizione delle carte riceviamo i principali Label Awards italiani e internazionali. Il design di Spazio Di Paolo oltre alla funzionalità aggiunge contenuti culturali e di conoscenza per creare un packaging che sia espressione fondante di un determinato territorio, produttore ed emozioni. Il risultato è qualcosa di unico e completamente diverso dagli altri. Chi ci copia non ha successo perché ricerca un solo benchmark, ma manca delle basi: senza cultura non puoi esprimerti; senza conoscenza non puoi andare avanti. In un mercato sempre più saturo l’idea è andare verso nuovi orizzonti della consumazione distinguendo il prodotto in base alle sue radici.

Perché Avamposti?

Avamposti è una parola estrapolata dal linguaggio bellico, ma è anche un termine usato nella cultura per esprimere una posizione. È qualcosa che sta veramente avanti e guarda prima degli altri per orientare a un cambiamento di vista. Mi riferisco soprattutto alla rete vendita e al marketing delle aziende. Pian piano si stanno sviluppando tantissime idee con piccoli e grandi gruppi tra i top player italiani e mondiali. L’obiettivo è creare nuove aspettative anche in termini di produzione e disponibilità per tutti.

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