Birra Tarì: non basta la qualità, la tecnologia è fondamentale

Dagli hobby e dalle passioni nascono spesso imprese molto serie, destinate a fare grandi cose sotto il segno di quella spinta propulsiva che, alle origini, ha mosso cuori, menti e braccia. E questo è proprio ciò che è successo nel caso del birrificio modicano Tarì, originatosi dall’incontro dei due soci titolari, attratti e incuriositi dalla birra e dal suo mondo. «Era il 2005 quando, appena laureato in ingegneria, iniziai a lavorare a Pavia per un’azienda impegnata nella trasformazione dei prodotti alimentari – ricorda Luca Modica, responsabile commerciale e cofondatore, insieme a Fabio Blanco, di Birra Tarì –: vedevo le materie prime trasformate, come per magia, in prodotti finiti destinati ai consumatori. La cosa mi affascinò e notai che in quell’area del Paese si lavorava già alle birre artigianali, al contrario della Sicilia, dove si produceva soprattutto vino. Fabio era un appassionato come me e, non appena rientrato, ho pensato, insieme a lui, di provare a produrre birra artigianale». I due amici avviano il progetto con un piccolissimo impianto, realizzando modeste quantità; ma la birra, raccontano, «era buona e piaceva», così si decidono a incrementare la produzione e a creare un vero e proprio microbirrificio.

Qualità senza compromessi

Nel 2009 nasce quella che sarebbe presto divenuta Birra Tarì e, un anno più tardi, avviene la prima cotta. Da quel momento Luca e Fabio non si sono più fermati e si sono impegnati, rispettivamente, nell’ambito commerciale e relazioni esterne e nella produzione. Oggi hanno quattro dipendenti, oltre a qualche collaboratore occasionale, e, tra le 13 tipologie di referenze realizzate, quattro sono anche le birre di punta: Hell, caratterizzata da una grande semplicità, Trisca, complessa al naso e strettamente legata al territorio siciliano, For Sale, per la quale si impiegano luppoli americani, e Bonajuto, in cui le fave di cacao sono le protagoniste. La commercializzazione avviene tramite il comparto Horeca in tutta Italia, anche se non mancano ordini che arrivano dall’estero – il più recente dalla Florida; Tarì, inoltre, è presente anche in altri circuiti, come quello delle enoteche, dei privati e online, dove, grazie a un canale e-commerce, spesso sono proposte offerte dedicate ai clienti. «A breve festeggeremo i nostri primi dieci anni – dichiarano i birrai –. In quest’arco di tempo le scelte strategiche e i momenti cruciali sono stati diversi: quando abbiamo creato questa realtà abbiamo messo in campo, innanzitutto, un grande coraggio, ma sono stati di vitale importanza anche gli incontri con le persone, da cui sono nate le collaborazioni che hanno spesso portato alla creazione delle nostre birre speciali. Abbiamo chiaro il nostro obiettivo: continuare a puntare su quello che connota già oggi Birra Tarì, ovvero la qualità del prodotto, senza alcun compromesso; non solo, però, partendo dagli ingredienti principali, ma scommettendo anche sulla tecnologia dei nostri impianti e sulla presenza, in azienda, di alcune figure importanti, come quella della tecnologa alimentare».

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