Birra del Parco: un sogno 100% Made in Italy

Si chiama “Birra del Parco” ed è un microbirrificio agricolo con cucina, ideato da Alberto Bosoni e Andrea Olivero nel 2014 ad Abbiategrasso (MI): una realtà che oggi, seppur relativamente piccola, è di grande soddisfazione e un punto di riferimento importante fra le economie del territorio. Ma come è nata questa attività e come si è sviluppata in questi anni?

Un progetto ambizioso

Alberto e Andrea sono amici da sempre. Nel 2014, laureatosi in scienze motorie ma con una passione per la ristorazione e un’azienda di famiglia che alleva bovini e produce latte biologico, Andrea riceve da Alberto, con alle spalle studi nell’ambito del turismo, la proposta di gestire insieme la parte di agriturismo di un agribirrificio di Morimondo, un borgo medievale nei pressi di Abbiategrasso. L’esperienza è positiva ma dura soltanto 8 mesi, perché i due amici capiscono presto che insieme “vanno forte e possono fare grandi cose”. Lasciano quindi la gestione e decidono di mettere a frutto le reciproche esperienze personali e di famiglia, quelle di genitori e nonni con attività agricole locali, e di aprire una propria attività di food&beverage, che parta dalla coltivazione della materia prima e arrivi alla distribuzione al pubblico. Ristrutturano un ex magazzino di famiglia un tempo adibito a monopolio di Sali & Tabacchi ad Abbiategrasso e ne creano sia uno spazio per produrre birra artigianale sia un locale, un pub con cucina, per la distribuzione diretta. Un progetto importante che vede il susseguirsi di varie sperimentazioni in campo agricolo e, dal 2015, le prime coltivazioni di orzo, frumento e coriandolo sui propri campi e che viene ufficialmente inaugurato a maggio del 2016, con l’apertura del locale.

Alberto Bosoni (a sinistra) e Andrea Olivero

«La nostra storia è ampia perché non siamo solo un birrificio – spiega Andrea – ma un’azienda agricola; la nostra idea era proprio quella di chiudere un cerchio, quindi facciamo tutto noi. L’anno scorso abbiamo piantato anche il luppolo e stiamo portando avanti varie sperimentazioni in collaborazione con l’Università della Tuscia (VT). Il locale è di fatto un agriturismo perché il birrificio trasforma direttamente il nostro prodotto agricolo. Produciamo quindi birra, ma anche ortaggi, formaggi bio, e tutto quello che inseriamo nel menu o lo produciamo direttamente noi o lo acquistiamo da alcune aziende agricole o artigiani del Parco del Ticino».

A distanza di 3 anni, oggi che di anni ne hanno 32, Alberto e Andrea gestiscono con successo un’attività con cinque dipendenti, tutti giovanissimi; una responsabilità che richiede grande applicazione, investimenti, energia e ore di lavoro, ma che ha già portato numerose soddisfazioni, fra cui il terzo posto al Premio Cerevisia 2019 per la categoria “birre aromatizzate”, vinto con la “Special Ale” 99, aromatizzata con pepe Sichuan (di origine cinese) e realizzata in collaborazione con il Bar Castello di Abbiategrasso.

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