Birra Pasturana, dieci anni di birre artigianali rifermentate in fusto

Dieci anni di birre artigianali di eccellenza per Birra Pasturana. La prima cotta risale al 14 maggio 2009, con quello che ancora adesso è il “cavallo di battaglia”: la Filo d’Arianna, birra chiara, fruttata, con una leggera nota acidula che la rende molto dissetante e beverina. Negli anni la produzione è aumentata, passando dalle iniziali 4 “base” Filo d’Arianna, Filo Doppio, Filo di Fumo e Filo Malpelo a un numero maggiore di referenze che comprende alcune birre prodotte regolarmente, come la Minotauro, Filo Forte, Filo da Torcere e Framboise, ad altre di produzione stagionale o occasionale.

Il birrificio è guidato da Cristiano, Pierluigi, Simone e Stefano. Ciò che li ha motivati fin dagli inizi è la passione per la birra di qualità e il desiderio di ritrovare la tradizione del passato, in cui i paesi possedevano realtà artigianali a filiera corta. Un progetto, quello di Birra Pasturana, infatti, che già nel nome trova forte la radicalizzazione nel paesino di origine, un piccolo comune nel basso Piemonte, dove la birra è riuscita a farsi strada nonostante le terre, qui, siano principalmente votate al vino. È la passione che porta i soci a sperimentare e dare libero sfogo alla fantasia, con il risultato di produrre a volte birre che difficilmente trovano eguali sul mercato.

Un impianto di produzione progettato autonomamente, con una capacità di circa 600 litri a cotta, per una produzione annua di circa 400 ettolitri, commercializzati sia in fusto, sia in bottiglia. Simone, il Mastro Birraio, seleziona e lavora con cura i migliori malti, luppoli e lieviti per produrre birre principalmente ispirate alla scuola belga e britannica dell’alta fermentazione. Conosce bene il prodotto e dedica cura, attenzione e passione a tutte le fasi della produzione, oltre che al servizio e alla consegna. Il tutto garantendo costante qualità, cosa non sempre facile, specialmente nel settore artigianale.

Birra Pasturana, è stata tra i primi birrifici a produrre birre IGA (Italian Grape Ale), ossia con utilizzo di diverse varietà di uva aromatizzate; l’unico stile riconosciuto come italiano. Tipicamente sono proprio le IGA ad essere prodotte occasionalmente, proprio perché legate alla disponibilità degli ingredienti necessari, in questo caso le uve. Tra queste la Filare!, prodotta con una parte di mosto di Cortese, la File Rouge, con utilizzo di vinacce passite a bacca rossa, la Barriga, con vinacce e successiva maturazione in barrique che hanno precedentemente contenuto vino, la Filo Forte Oro, con vinacce di passiti vari. Proprio con la Filo Forte Oro, Birra Pasturana nel 2010 si aggiudica il 1° premio all’evento di settore Birra dell’anno, nella categoria che all’epoca si chiamava “Birre alla frutta”, un precursore di IGA.

In occasione del decennale, Birra Pasturana ha presentato la birra 9-19. Si tratta di una birra APA, leggermente ambrata, dalle evidenti note agrumate e dal finale secco e pulito, enfatizzata da un corpo piuttosto asciutto, senza però raggiungere livelli eccessivi di amaro. Contiene luppoli e lievito americani, ha grado alcolico 4,6% ed è disponibile solo in fusto.  9-19 è una birra che già dal nome vuole celebrare il decennale, infatti il suo nome sta per 2009-2019.

Altre due nuove birre sono state presentate, nate per essere assaporate lentamente, a temperatura ambiente, quasi come una grappa: Miss Kriek e L’ora Sesta sono infatti maturate entrambe in barrique da grappa della distilleria Gualco di Silvano d’Orba (Al) per poi venire rifermentate in bottiglia. Miss Kriek è una birra scura, estremamente complessa e accattivante, con grado alcolico 9,6%, prodotta con uso di vinacce da Nebbiolo e ciliege amare, con successiva aggiunta di mosto di visciole nella maturazione in botte. L’ora Sesta è una chiara extra strong con grado alcolico 12%, con sentori che evocano chiaramente il distillato. Vista la particolarità del ciclo produttivo, sono entrambe disponibili in edizione limitata e in bottiglie da 33 cl.

Tanti gli obiettivi del birrificio, a breve e lungo termine. Il primo è l’ampliamento di sede e capacità produttiva.

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