La Buttiga: quelle “barrel aged” sono esperimenti davvero riusciti

Tra campi coltivati a perdita d’occhio ecco sorgere un casale del ‘600, con una torre massiccia e maestosa. Siamo a Montale, appena fuori Piacenza, dove ha sede La Buttiga, un birrificio artigianale avviato nel 2008 da una famiglia di imprenditori e passato di mano nel 2011 a un gruppo di giovani che, dopo essersi cimentati come homebrewer, hanno voluto compiere un passo deciso.

La bottega, in piacentino

Loro sono Nicola Maggi, responsabile della produzione, Stefano Pozzi che segue la parte distributiva dell’attività, Luca Basellini quella amministrativa, e Isacco Mezzadre. Gli impianti del birrificio sono ricavati negli spazi un tempo occupati da tori da riproduzione, da qui il simbolo proprio del toro scelto per distinguere il marchio de La Buttiga (“la bottega” in dialetto piacentino). «Fare la birra in casa con i kit non ci era più sufficiente – racconta Nicola – ambivamo ad altri traguardi. Da qui l’idea di rilevare La Buttiga dopo un periodo di qualche mese di tirocinio nella preparazione delle cotte, nell’ideazione di ricette, nella loro messa in produzione e nella successiva sperimentazione di altre che ci hanno portato ad ampliare il catalogo».

Rivisitato il brand del birrificio, pur mantenendo il toro come elemento caratterizzante, rivisto le etichette radicalmente per renderle più accattivanti e mantenuto il nome di alcune birre, sono state perfezionate anche le ricette.

Quota 2.400 ettolitri

È accaduto ad esempio con la Polka (5,5% alcol), l’etichetta base del birrificio. Si tratta di una blonde ale di color giallo carico dal profumo delicato di essenze floreali, con un sincero gusto maltato arricchito di note di frutta gialla in equilibrio con i luppoli che inducono un fresco ricordo di campo. Della Polka, già proposta dalla gestione precedente de La Buttiga, Nicola ha modificato lievito e malti, rivisto alcuni ingredienti e le stesse proporzioni tra loro facendone una birra diversa senza stravolgerne il gusto. Il birrificio piacentino conta di chiudere l’anno con un volume di produzione intorno ai 2.400 ettolitri, l’80% dei quali confezionati in fusto quasi tutti a rendere.

Prevalgono fusti a rendere

La quota rimanente della produzione finisce in bottiglie prevalentemente da 33 cl (il 90%) e da 75 cl. Scendendo nel dettaglio, il 50% dei volumi prodotti è attribuibile a pari merito a Polka e Psycho (7,1% alcol), l’altra birra più richiesta dalla clientela: una double Ipa dal bouquet molto intenso e intrigante di fiori tropicali, agrumi e passionfruit. I suoi esuberanti 99,8 Ibu sono dovuti alla ricchezza di luppoli americani e oceanici ben bilanciati dai malti caramellati. Un insieme che invade il palato lasciando una sensazione spiccatamente secca nel finale.

Il catalogo del birrificio è attualmente composto da una ventina di birre senza contare le “one shot” e quelle stagionali, tutte non pastorizzate, ad alta fermentazione (una lager dovrebbe essere messa in produzione entro l’anno) e rifermentate in bottiglia.

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