Un “signore” della birra Italiana

A colloquio con Flavio Boero: comunicare le esperienze di lavoro accumulate in 40 anni e la passione per un prodotto che si inizia a amare sin dal primo giorno che si conosce.

Flavio Boero

Flavio Boero da Rapallo, perito chimico, inizia la sua carriera lavorativa nel gennaio del 1973 alla Poretti come tecnico di laboratorio per il Controllo Qualità del prodotto. Nello stesso tempo collabora alla ricerca di base in campo birrario con Hans Jurgen Niefind, capo del laboratorio Poretti, e in seguito rettore della prestigiosa VLB di Berlino (Istituto di ricerca per la produzione di birra fondata nel 1883).

Le maggiori università e industrie europee e americane avevano negli anni ‘70 intensificato la ricerca dell’origine dei componenti aromatici legati alla fermentazione della birra. La Poretti si era assicurata con Niefind uno dei più brillanti ricercatori, attrezzando (unica azienda birraria in Italia) un laboratorio di ricerca che stava alla pari (per i risultati) con i più importanti d’Europa.

Flavio sviluppa così, oltre a una grande passione per la birra, anche un bagaglio tecnico che in seguito avrebbe contribuito alla sua specializzazione di analista sensoriale e giudice nei concorsi birrari e a mettere a disposizione le conoscenze tecniche e scientifiche acquisite dai nascenti birrai artigianali.

Nel 1975 Poretti entra nell’orbita di Carlsberg e Tuborg appena fuse e la ricerca di base non rientra più nell’interesse del gruppo; a Boero viene affidata la responsabilità del laboratorio controllo qualità. Quelli sono anche gli anni in cui il fenomeno delle birre artigianali dagli Stati uniti invade l’Europa coinvolgendo anche l’Italia, e la passione lo porta ad avvicinarsi ai pionieri delle birre artigianali offrendo la disponibilità delle mie conoscenze e allargando gli orizzonti birrari. Poretti, divenuta ormai interamente proprietà di Carlsberg, già dall’inizio del XXI secolo gli affida la responsabilità dell’Assicurazione Qualità e delle Certificazione del sistema Qualità e Ambiente e del Food safety e HACCP.

Attraverso le associazioni birrarie quali Unionbirrai, ADB, ONAB, Fermento Birra, mette a disposizione in qualità di docente e relatore e divulgatore la conoscenza di cosa stia dietro una pinta di birra. Attività che si sviluppa tra le Università di Agraria di Perugia (il CERB), l’Università delle scienze gastronomiche di Pollenzo (Bra), Alma (la scuola di cucina di Gualtiero Marchesi), il Parco Tecnologico di Porto Conte e altri centri di formazione birraria. Viene invitato ai più importanti concorsi brassicoli quali: WBC (World Beer Cup) negli Stati Uniti, EBS (European Beer Star) a Monaco in Germania e come Presidente di giuria e giudice a Birra dell’anno in Italia.

Nel 2015 va in pensione, mantenendo ancora un rapporto di collaborazione con Poretti/Carlsberg Italia per supportare la realizzazione di nuovi prodotti e per formare dipendenti, collaboratori e clienti a una migliore conoscenza del prodotto birra.

La mia conoscenza con Flavio coincide con l’inizio stesso della mia passione per la birra. Abbiamo spesso chiacchierato e mai in maniera banale nel corso degli anni. Quello che colpisce a prima vista è la sua grande umiltà unita a una ironia fine e pungente. Intervistarlo è stato un piacere.

Intanto mi piacerebbe chiederti quali sono i tuoi impegni adesso prima ancora che per il futuro…

Vorrei risponderti che sono quelli del pensionato medio italiano: svegliarsi presto al mattino per visitare cantieri, criticare il lavoro di questi giovani con un “ai nostri tempi…” e invece no, mi ritrovo coinvolto più di prima con la mia vecchia azienda e con appassionati di birra artigianale che mi hanno fatto notare alcuni talenti che fino a qualche anno fa non sapevo di avere. Per esempio quello di comunicare le esperienze di lavoro accumulate in 40 anni, la passione per un prodotto che si inizia a amare sin dal primo giorno che si conosce.

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