Etichette autoadesive: riciclo e sostenibilità

Nella prestigiosa cornice della Locanda Cipriani, nella veneziana Isola di Torcello, lo scorso 21 novembre si è tenuto il Rafcycle Gala Dinner, un evento che ha radunato alcune tra le aziende vinicole più importanti del settore, unite dal comune denominatore di aver aderito al programma RafCycle per il recupero e il riciclo dei supporti cartacei delle etichette autoadesive.

Sirah Baglio di PianettoLa serata è stata organizzata da UPM Raflatac, uno dei maggiori produttori mondiali di materiali autoadesivi che ha ideato il progetto, e da L.C.I., azienda italiana leader nelle carte da macero, consociata di UPM.

Cantine e sostenibilità

La serata, oltre a celebrare il terzo anno di vita del programma, è stata l’occasione per premiare tutte le aziende partecipanti al progetto. Sebbene sia aperto a tutti i settori industriali, è proprio nel mondo del vino che Rafcycle ha riscontrato il maggiore interesse e dove è stata riscontrata una maggior sensibilità verso le tematiche del riciclo e della sostenibilità.

Oltre alle cantine, l’evento ha radunato alcuni prestigiosi marchi del mondo del packaging come Guala Closures e Vetroelite, oltre alle aziende partner di L.C.I., specializzate nella raccolta del rifiuto cartaceo, provenienti da tutta Italia.
«Seppur ricopriamo un ruolo che sta a monte della filiera del vino – commenta Stefano Pistoni, End Use Manager della divisione Beverage, Wine & Spirits  di UPM Raflatac – siamo riusciti con tanta soddisfazione a riunire personaggi di eccellenza del comparto attorno allo stesso tavolo, in un momento conviviale e informale, nato dall’interesse comune verso la sostenibilità».

La parola ai produttori di vino

Bruno Boscaini di Masi Agricola.
Bruno Boscaini di Masi Agricola.

«Dalla vite, alla cantina, all’imbottigliamento. Il prodotto vino nasce dalle radici, dalla terra e il nostro credo da sempre è massima attenzione all’ambiente fino all’ultima fase del processo». Queste le fiere parole di Bruno Boscaini, responsabile delle attività produttivo-industriali di Masi Agricola, marchio di eccellenza nell’enologia italiana, che prosegue: «Già anni fa abbiamo aderito a diversi progetti che ci hanno reso più sostenibili, RafCycle è la ciliegina sulla torta che ci permette di vantare il recupero della carta siliconata proveniente dalle etichette».

Desiderio Bortolin della Angelo Portolin Spumanti con Stefano Pistoni.
Desiderio Bortolin della Angelo Portolin Spumanti con Stefano Pistoni.

Desiderio Bortolin della Angelo Bortolin Spumanti, produttore del Valdobbiadene DOCG, spiega invece quanto sia importante salvaguardare il proprio territorio. «Ho scelto di partecipare con entusiasmo al programma RafCycle poiché lo trovo molto importante per tutte le aziende che operano sul territorio da cui traggono vantaggio. Personalmente mi sento in dovere di essere sostenibile e di tutelare il mio territorio. Oltre ai benefici ambientali, a livello di comunicazione e di immagine aziendale è molto importante comunicare la sostenibilità per far emergere l’etica legata al brand».

Stefano Pistoni di UPM Raflatac (a destra) e Luca Cielo di Cielo e Terra
Stefano Pistoni di UPM Raflatac (a destra) e Luca Cielo di Cielo e Terra.

«La sostenibilità è un concetto molto importante. In questi ultimi anni – racconta Luca Cielo, della Cielo e Terra che produce il Freschello, il vino più venduto nella GDO – abbiamo lavorato tanto su questo concetto e il recupero dei supporti delle etichette si colloca all’interno di progetti a cui già aderiamo con entusiasmo, come il recupero delle acque e dell’energia. C’è sempre maggiore interesse verso i concetti green, un po’ più sensibile è il consumatore estero, ma sono fiducioso che un po’ alla volta attecchirà anche in Italia».

«La cena di gala – spiega Stefano Pistoni – è stata l’occasione per poter illustrare meglio il nostro progetto alle cantine interessate al programma e per consegnare i diplomi di RafCycle Partner, che permettono di utilizzare il marchio RafCycle per le proprie attività di comunicazione, quindi mostrare al mercato la propria scelta green anche per quanto riguarda l’elemento etichetta».

Macchinari e tecnologia

Il Gruppo Sacmi spicca come partner tecnico di RafCycle poichè ha messo a punto una macchina compatta per l’etichettatura autoadesiva con un’innovativa gestione del liner di scarto. Essa è in grado di effettuare carico e scarico del materiale completamente in automatico e alla massima velocità di funzionamento, fino a 60.000 bottiglie/h con un’elevata precisione di posizionamento (± 0,5mm). «L’etichettatrice – spiega Matteo Grioni a capo del Mechanical Engineering di SACMI – non richiede fermi macchina o rallentamenti per i cambi bobina ed è dotata di un automatismo per riavvolgere “in corsa” anche il liner di supporto delle etichette. Inoltre il liner di supporto viene recuperato in piccole bobine compatte, senza etichette residue e senza l’anima di cartone, producendo una qualità di riavvolto pulito, pronto per il mondo di RafCycle, quindi per il riciclo».

In questo senso si è rivelata importante la messa a punto di un sistema che garantisse l’effettiva applicazione di tutte le etichette, senza il rischio che qualche unità residua “inquinasse” la bobina del liner da smaltire. «L’ eccellenza tecnologica al servizio del cliente e del riciclo – spiega Pistoni – ha permesso a SACMI di diventare il primo OEM con la qualifica di RafCycle Technical Partner».

Parlando della tecnica legata alla carta, il manager di UPM Raflatac ci ha spiegato l’uso sempre più importante della soluzione autoadesiva. «A differenza dell’etichetta in carta-colla, quella autoadesiva permette una maggior varietà di soluzioni e combinazioni grafiche, consentendo svariati effetti di nobilitazione dell’etichetta per un appeal sempre più enfatizzato. Quindi, nonostante sia una soluzione un po’ meno economica, la tendenza oggi è verso un utilizzo sempre più massivo delle autoadesive e un abbandono delle etichette di carta e colla, ancora valide soltanto per quelle linee di prodotto estremamente standardizzate».

Se è corretto affermare che la produzione di etichette autoadesive è una tecnologia dai molteplici vantaggi, occorre però constatare che il liner di scarto post-lavorazione impatta fino al 50% del peso, con una stima di oltre 370.000 tonnellate di carta siliconata in pura cellulosa che ogni anno vengono destinate alla discarica.

Fino a 2 anni fa non c’era la possibilità di recuperare i supporti siliconati, si tratta di una recente conquista grazie ad intense attività di ricerca e sviluppo, resa possibile dalla logistica integrata di un gruppo come Upm. «Gli utilizzatori di etichette autoadesive – sentenzia Pistoni – oggi possono decidere di dare un plusvalore sostenibile alla propria attività, impiegando in modo virtuoso gli scarti siliconati derivanti dalla dispensazione delle etichette nell’ultima fase del ciclo di vita».

Il programma di riciclo
RafCycle è un progetto sviluppato circa 3 anni fa da UPM Raflatac, con lo scopo di riutilizzare tutti gli scarti lungo la filiera dell’autoadesivo. Il programma offre agli etichettifici il recupero degli sfridi di lavorazione delle etichette destinati alle cartiere UPM, dove vengono utilizzati come combustibile (Waste to Energy). Per gli utilizzatori finali di etichette, RafCycle permette di recuperare i supporti siliconati post dispensazione, detti anche “glassine”, sottraendoli alla discarica e riutilizzandoli per creare nuova cellulosa, riutilizzata successivamente sempre all’interno delle cartiere UPM. Il fine è quello di migliorare la gestione del rifiuto autoadesivo, ridurre i costi di smaltimento e garantire un minor impatto ambientale del packaging. Il programma Rafcycle è stato avviato in Germania con una serie di test di raccolta di carta siliconata, pari a qualche centinaio di tonnellate a livello di prova. Ad esempio, il beneficio ambientale generato dalle cantine aderenti al programma nel corso del 2014, è stato pari a 511 tonnellate di CO2 equivalenti a 4 voli intercontinentali o a 3.383.042 Km percorsi da un auto. Vista l’efficacia e il buon esito del risultato è stato poi promosso in tutta Europa, arrivando oggi a raccogliere circa 5.000 tonnellate di carta siliconata. «Di queste, l’8,5% – dettaglia Federico Dossena, Head of Recycled Paper Direct Sourcing di UPM – viene dall’Italia, pari a 450 tonnellate che intercettiamo prevalentemente dagli utilizzatori finali, ovvero l’industria che dell’etichetta fa uso per poter caratterizzare i propri prodotti. I numeri sono incoraggianti, crediamo fermamente nel progetto e stiamo cercando di contagiare il più possibile la sensibilità dei player in questa industria». I supporti siliconati vengono raccolti presso le aziende utilizzatrici di etichette, attraverso le piattaforme di raccolta di L.C.I., con oltre 150 partner specializzati nella raccolta dei rifiuti cartacei, distribuiti capillarmente su tutto il territorio italiano. L’azienda di riciclo fornisce in comodato d’uso gratuito le attrezzature necessarie affinché la raccolta delle glassine avvenga senza modificare le normali procedure operative del cliente. Esse vengono successivamente spedite alla cartiera Upm di Plattling, in Germania, dove si provvede a rimuovere lo strato di silicone, ottenendo nuova cellulosa che viene trasformata in nuova carta Upm. Come la nostra piattaforma Label Life, per il calcolo dell’impronta ambientale dell’etichetta, il riciclo del supporto siliconato tramite il programma Rafcycle aiuta i brand owner a ridurre fino al 40% le emissioni di CO2 a loro carico.

Il riciclo della carta in Italia

Per concreSILVESTRItizzare il programma RafCycle, un ruolo determinante è coperto da L.C.I., primario fornitore di carta e cartone da macero, nonchè azienda partecipata di UPM – Kymmene Oy, che rappresenta il braccio operativo del progetto sul mercato italiano. Rispetto ad altri competitors europei, L.C.I. è fortemente penalizzata dalla pressante burocrazia legata al trasporto dei rifiuti in Italia. Tuttavia, l’azienda è in forte crescita grazie a un ottimo modello organizzativo e di selezione delle materie prime, tanto da essere oggi in grado di esportare carta da macero in mercati fortemente competitivi come quelli cinesi e indonesiani.  I volumi registrati nella raccolta delle glassine sono i più alti a livello europeo.

«A differenza per esempio della Germania e della Francia – spiega Marco Silvestri, General Manager di L.C.I. – in Italia abbiamo una legislazione più severa, che tratta la materia prima e seconda spesso come rifiuto, rendendo più difficile lo snellimento del procedimento di raccolta. In Germania, uno stampatore di etichette può consegnare il prodotto finito al suo cliente utilizzatore finale e al tempo stesso raccogliere e riportare in azienda le bobine dismesse di carta siliconata. Questo in Italia non è possibile poiché il viaggio di ritorno deve essere effettuato con mezzi autorizzati e deve essere veicolato attraverso punti di stoccaggio abilitati al trattamento dei rifiuti. Si tratta di una misura cautelativa che diventa però un ostacolo per chi opera in buona fede».

Le aziende che hanno ricevuto il diploma di RafCycle Partner per il 2014
  • Enoitalia SpA
  • Cielo e Terra SpA
  • Cantine Riondo SpA
  • Casa Vinicola Sartori SpA
  • Masi Agricola SpA
  • Sacmi Verona SpA (Tecnical Partner)
  • Gruppo Italiano Vini SpA
  • Bortolin Angelo Spumanti sas
  • La Vis Sca
  • Casa Girelli SpA
  • Baglio di Pianetto (distintasi nel corso dell’anno per essere la prima cantina ad aver apposto il marchio RafCycle sulla retroetichetta dei propri vini.)

 

 

 

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