La sostenibilità in Caviro: una mission che si declina in molti modi

Giampaolo Bassetti, direttore generale Caviro

Il mercato dei vini da tavola italiani è aumentato del 30-40% eppure – osserva Giampaolo Bassetti, direttore generale di Caviro – molti operatori non hanno fatto incrementi di listino. «Questo è un elemento significativo che indica la forza dei grandi gruppi di acquisto rispetto agli imbottigliatori che in Italia sono tantissimi». Due, secondo Bassetti, le soluzioni per far fronte a questa situazione e rafforzare il potere contrattuale della filiera dell’imbottigliamento: fare sistema e avere dei brand in grado di affermarsi sul mercato senza essere “vittime della bagarre quotidiana dei prezzi”.

E di brand, Caviro se ne intende: il Tavernello, il brand più famoso del gruppo, ha appena compiuto quarant’anni; quarant’anni di successo perché oggi, solo in Italia, esso conta 4 milioni di consumatori; quarant’anni in cui esso è a modo suo entrato nella storia dell’enologia italiana, per quello che rappresenta – un vino dalle caratteristiche standard e quindi ideale per la GDO – e per il contenitore in tetra pak, in un settore in cui il vetro era il re indiscusso. Se inizialmente questa scelta può aver suscitato delle perplessità, oggi il vino in brick è assolutamente accettato dal consumatore. Lo confermano i numeri: delle 225 milioni di unità prodotte da Caviro nel 2023, 150 milioni sono stati brick, 4 milioni bag in box e il resto vetro.

Il brick presenta numerosi vantaggi, soprattutto logistici e di trasporto: 1 camion di bobine da 0,75 in entrata corrisponde a 30 camion di bottiglie. Ma soprattutto il brick, con materiali da fonti rinnovabili per l’86% sposa la filosofia di economia circolare e della sostenibilità, da sempre mission del Gruppo Caviro.

Un magazzino all’insegna della sostenibilità sociale

Sostenibilità per Caviro non è solo imballaggio. Il Gruppo ha intrapreso da anni un percorso che si manifesta in varie iniziative. Innanzitutto, nella promozione della sicurezza e del benessere dei dipendenti. Anche in quest’ottica va visto il nuovo magazzino automatico inaugurato a marzo presso il sito di via Zampeschi a Forlì.

Un investimento del valore di oltre 11 milioni di euro che accresce non solo l’efficienza e la competitività del sito, ma che significa anche maggiore sicurezza dei lavoratori e crescita professionale. Qui, infatti, 3 navette LGV (Laser Guided Vehicle) a guida autonoma affiancheranno i carrellisti di magazzino risparmiando loro una buona percentuale di quei 350 km totali che altrimenti dovrebbero compiere in una giornata per spostare le merci. Inoltre, per gestire l’automazione del magazzino sono stati somministrati agli operatori corsi di formazione di alta qualità che rappresentano indubbiamente una crescita personale e professionale.

EXTRA, il nome dell’economia circolare di Casa Caviro

La salvaguardia dell’ambiente è da sempre una delle grandi mission del Gruppo Caviro. E d’altro canto non potrebbe essere altrimenti per un’azienda che lavora il frutto della terra e delle stagioni. Il concetto di economia circolare si vive in maniera molto seria in Caviro tanto che i bilanci di sostenibilità dell’azienda, in cui si contabilizzano anche i risultati ottenuti dalle misure di economia circolare, sono certificati.

Silvia Buzzi, HSE and Sustainability Manager Caviro Extra

Afferma Silvia Buzzi, HSE and Sustainability Manager di Caviro Extra: «Per noi è fondamentale che il Bilancio sia certificato, che i numeri che indichiamo non siano semplicemente un racconto di sé ma valori ufficialmente validati, che rappresentano la nostra realtà. È indispensabile per preservare la nostra reputazione, per conoscere realmente i nostri impatti ambientali e decidere dove intervenire più efficacemente per continuare il cammino di mitigazione che abbiamo intrapreso».

Cammino che si manifesta come promozione del riuso, del riciclo e della rigenerazione dei prodotti, dei componenti e dei materiali; cammino che si manifesta come valorizzazione dei sotto-prodotti delle filiere agroindustriali italiane attraverso le migliori competenze tecnologiche e di processo; infine, cammino che si chiama Caviro Extra, una realtà che dopo anni di crescita si presenta oggi con 4 business unit:

  • Extra Alcoli: alcol etilico di origine agricola
  • Extra Mosti ed Estratti: MCT e MCR, succhi d’uva, vinaccioli, enocianina
  • Extra Tartarica: acido tartarico naturale
  • Extra Eco-Energia: depurazione, energie rinnovabili, fertilizzanti naturali.

Più precisamente: Caviro Extra riceve ogni anno una quantità superiore a 600.000 tonnellate di scarti produttivi e li trasforma in ingredienti e prodotti ad alto valore aggiunto. Presso due stabilimenti, a Faenza e Treviso, questi scarti vengono tradotti in semilavorati e materia prima per aziende agronomiche, industriali, farmaceutiche, alimentari e beverage di tutto il mondo. Grazie al know-how raggiunto, Caviro Extra è ormai un fornitore di riferimento di ingredienti, semilavorati e servizi per aziende leader nei suddetti settori. L’impegno di Caviro Extra verso l’innovazione si estende fino alla produzione di energia da fonti rinnovabili, come il biometano avanzato, promuovendo una mobilità sostenibile.

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