Fonte Margherita nel segno del vetro (se possibile a rendere)

Ubicata nel cuore delle Piccole Dolomiti a Valli del Pasubio (VI), in una delle aree più belle e incontaminate del Veneto, il gruppo Fonte Margherita è una realtà presente, con le sue acque minerali e le sue bevande analcoliche, in più canali commerciali, dal retail all’horeca, dal porta a porta al vending. Grazie a 20 collaboratori impiegati in tre stabilimenti attivi – quello di Fonte Margherita a Torrebelvicino (VI), in cui è stata realizzata la sede, e quelli di Sorgente Alba e di Fonte Regina Staro, anch’essi situati nella Valle del Pasubio – l’azienda imbottiglia oltre 25 milioni di pezzi in vetro all’anno, con una crescita, nell’ultimo triennio, pari all’80% in termini di volume di produzione. «Oltre alla peculiarità di essere un’impresa multicanale e multiprodotto, tra i nostri punti di forza c’è, in primis, la purezza e la qualità microbiologica delle nostre acque minerali, che risentono dell’ambiente incontaminato delle Piccole Dolomiti, un territorio straordinario che conserva intatto il suo habitat naturale – afferma Nicola Sartore, socio e amministratore di Fonte Margherita 1845 –. Possiamo vantare anche una squadra di lavoro coesa e molto determinata, che ha saputo cogliere le potenzialità di un’azienda storica le cui origini risalgono, addirittura, al 1845. Una storia imprenditoriale costruita attraverso più marchi importanti, che hanno lasciato il segno nel tempo e a cui noi, oggi, associamo una forte spinta innovativa».

Tra i più efficienti e veloci

Fermo ormai da cinque anni, a inizio 2020 ha riaperto il terzo stabilimento del gruppo delle Acque delle Piccole Dolomiti, Fonte Regina Staro, situato in località storica Staro lungo la strada verso Passo Xon – che collega Valli del Pasubio con Recoaro Terme (VI) –, circondato da boschi e inserito in un contesto ambientale unico. Le sue origini risalgono al 1904, quando un gruppo di farmacisti scorse Fonte Regina e attribuì qualità salutistiche a quest’acqua dall’effervescenza naturale e sgorgante da una roccia vulcanica a una profondità di oltre 500 metri sotto il livello del mare. In questo nuovo stabilimento, dove viene imbottigliata anche l’acqua oligominerale Fonte Lonera – derivante dalla più alta sorgente delle Piccole Dolomiti, a 1.240 metri sul livello del mare –, sono state introdotte innovazioni di processo che hanno reso possibile l’automatizzazione dell’impianto di imbottigliamento in vetro, rendendolo uno dei più veloci e sicuri a livello nazionale. Nello specifico, l’impianto, organizzato su due livelli, riguarda il vetro a rendere destinato alla distribuzione a domicilio ed è molto flessibile nel processo industriale, in grado di assicurare la produzione di vari formati: 100, 92, 80, 75, 50, 44, 46 e 27,5 cl. «Quando abbiamo acquisito l’azienda – racconta Sartore – e riaperto progressivamente gli stabilimenti fermi, compreso questo, abbiamo effettuato un’analisi preventiva dei rischi, per tutelare il lavoro e annullare le possibili cause di blocco degli impianti. Anche su Fonte Regina Staro abbiamo operato in questo senso, andando a sostituire i modelli PLC e i relativi programmi più datati con una gestione dello stock delle parti di ricambio. D’altra parte la sfida del futuro va verso una sempre maggior digitalizzazione, in grado di rendere i sistemi produttivi più stabili e performanti. Nel 2018 e nel 2019 questo specifico impianto è stato oggetto di diversi interventi di miglioramento, soprattutto nel fine linea produttivo, e, ad oggi, è tra i più performanti e veloci relativamente agli impianti di imbottigliamento in vetro nell’area 1 e 2 Nielsen».

Automazione e razionalizzazione

La sua struttura, basata su macchinari Krones e Simonazzi, ha una capacità oraria di oltre 20.000 bottiglie, con picchi che arrivano a 24.000 pezzi/ora. Con la ripartenza dello stabilimento sono state automatizzate alcune fasi – come l’inserimento di una reggiatrice automatica a fine percorso – e, in seguito all’analisi e allo studio della linea, sono stati razionalizzati gli spazi, modificando il layout e inserendo due nuove cisterne di stoccaggio in acciaio inox, ognuna da 170.000 litri, una sorta di polmone per l’acqua Lonera.

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