Casa Paladin: dove la terra incontra la passione e il rispetto

Da Cantine Paladin e Casa Lupo, in Veneto, allo château Castello Bonomi, in Franciacorta, dalla Premiata Fattoria di Castelvecchi, a Radda in Chianti, risalendo al confine tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, nella tenuta Bosco del Merlo: Casa Paladin è la realtà vitivinicola che racchiude queste cinque storie di vigne e di vini diversi. Circa 2.800.000 bottiglie prodotte all’anno, in totale, di cui più della metà contrassegnate dal marchio Paladin. Un impegno portato avanti dalla proprietà con un orientamento ben preciso: mantenere l’unicità delle proprie radici, rispettare il carattere di ciascun territorio, sostenere sempre la pratica dell’eccellenza e promuovere, in ogni tenuta, la sostenibilità ambientale e sociale, un concetto concreto, sviluppato attraverso azioni specifiche e mirate. «La nostra è un’impresa familiare formata da piccole realtà che, insieme, riescono a convogliare le loro forze e a dare vita a una struttura più importante – spiega Francesca Paladin, Marketing & Export Manager di Casa Paladin –. In tutte le Cantine applichiamo la stessa filosofia di tutela e salvaguardia ambientale, ovviamente adattandola alle caratteristiche del territorio, quindi con una strategia comune, ma customizzata in base al terroir».

Francesca Paladin, Marketing&Export Manager di Casa Paladin

Progetto 4V: un contributo a 360°

L’attenzione alla sostenibilità in Casa Paladin nasce nel 1977, quando, in tempi non sospetti, Bosco del Merlo si posizionava già tra le prime aziende a marchio biologico. L’impegno nei confronti dell’ambiente e del sociale continua oggi – insieme alla ricerca della massima qualità dei vini e a una grande attenzione all’innovazione –, attraverso più progetti in continua evoluzione condotti a fianco di altre realtà istituzionali, universitarie e imprenditoriali. «Come famiglia e gruppo, abbiamo creato un protocollo di sostenibilità denominato 4V – specifica Paladin –, dove le 4V rappresentano i quattro pilastri su cui poggia le sue basi tutta la nostra attività: Vite, Verde, Vino e Vita. Siamo convinti che la generazione presente debba soddisfare i suoi bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Le aziende devono essere al centro del sistema ambiente, cercando di dare il loro contributo positivo in diverse direzioni, a 360°».

Fare meno e meglio in vigna

Primo caposaldo del Progetto 4V è la vigna, concepita come un ecosistema da gestire in modo attento per preservare la biodiversità del territorio e garantire una produttività qualitativa, tutelando la salute del consumatore e, al contempo, della natura. Secondo Paladin, in vigna, in linea di massima, è necessario intervenire meno e meglio, attraverso concimazioni effettuate solo con compost organico o sovescio a filari alterni, rinunciando all’impiego di diserbanti chimici, compiendo potature esclusivamente manuali e attuando la lotta integrata per la difesa del vigneto, riducendo al minimo l’utilizzo di fitofarmaci e trattamenti fitosanitari – un esempio, su tutti, è l’adozione del metodo della confusione sessuale, applicata per prevenire malattie originate dalla tignoletta. L’azienda ha aderito con entusiasmo anche al progetto Life Vitisom, che prevede l’utilizzo della VRT (variable rate technology – tecnologia a rateo variabile) per la distribuzione della sostanza organica, permettendo un approccio “plant to plant” nella cura del vigneto; questa tecnica consente di migliorare la qualità dei suoli in vigna in termini di struttura, terreno, contenuto, materia organica e biodiversità, con concreti ritorni positivi sulla qualità di viti e uve.

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