VEGAPULS 64: il sensore Vega per la cantina Mezzacorona

Certo, l’attenzione dei viticoltori si concentra in primo luogo sui vigneti e sui vini. Tuttavia, essi devono avere anche una mentalità aperta e pronta a cogliere e sfruttare i vantaggi delle nuove tecnologie. Entrambi questi aspetti convergono nel parco di stoccaggio. Qui, da un lato, si deve garantire il mantenimento del sapore peculiare di grandi vini, dall’altro, si devono soddisfare le esigenze di una moderna logistica. Gli strumenti di misura di livello radar forniscono i necessari segnali di misura per il monitoraggio ininterrotto e affidabile del parco di stoccaggio.

Il Trentino Alto Adige è un particolare territorio dell’Italia settentrionale in cui convergono differenti aree climatiche: dal clima alpino al continentale, fino agli influssi submediterranei. Con i suoi oltre 300 laghi (pari al 10% circa di tutti i laghi dell’intero territorio alpino), la regione è interessante anche sotto il profilo paesaggistico. L’azienda sfrutta questa particolarità per i propri vini, godendo del vantaggio di disporre dell’habitat ideale per ogni vitigno. Mezzacorona coltiva le singole varietà solo nelle zone in cui i vitigni possono esprimere al meglio il loro carattere: il Teroldego nella Piana Rotaliana, il Muller Thurgau nella Valle di Cembra, Pinot Grigio e Chardonnay lungo la Valle dell’Adige, Merlot e Cabernet nella Valle dei Laghi e vicino al Lago di Garda. Ogni singolo vino racconta un pezzo di Trentino.

I vini Mezzacorona sono profumati ed eleganti, autentici e virtuosi. Da generazioni le famiglie di viticoltori operano nel rispetto dell’ambiente con tecniche di lavorazioni sostenibili, coltivando i propri vigneti con sistemi di produzione integrata e garantendo prodotti naturali. Pur nel rispetto della tradizione, Mezzacorona impiega però anche le tecnologie più avanzate e le più moderne attrezzature di produzione.

Alla ricerca di nuovi metodi di misura

I sensori VEGA sono impiegati nella produzione da poco più di un anno. Il compito principale del VEGAPULS 64 consiste nella misura del contenuto dei tre enormi serbatoi di stoccaggio. In precedenza l’azienda impiegava un indicatore di livello esterno che funzionava in maniera piuttosto approssimativa tramite tubi comunicanti. Le misure imprecise e inaffidabili erano dovute soprattutto alle oscillazioni della temperatura, che anche nell’idilliaco Trentino può scendere al di sotto degli 0°C. Inoltre il sistema era scomodo da usare e di difficile manutenzione. L’azienda era alla ricerca di una misura di livello continua ad alta precisione. Poiché il vino si trova in un ambiente asettico, fu chiaro fin dall’inizio che la scelta non poteva che cadere su uno strumento di misura senza contatto, in grado di soddisfare i requisiti igienici.

Martino Mischi, direttore tecnico di VEGA Italia, vide le potenzialità del VEGAPULS 64, il nuovo strumento di misura di livello radar allora da poco lanciato sul mercato. Lo strumento di misura lavora con una frequenza di 80 GHz anziché di 26 GHz come la maggior parte degli strumenti di misura radar tradizionali. L’elemento decisivo è rappresentato dall’angolo di apertura che, a parità di attacco di processo, negli strumenti impiegati precedentemente era di 10°, mentre nel nuovo sensore è di soli 3°. Anche la maggiore dinamica del VEGAPULS 64 garantisce un segnale non solo più preciso, ma anche più affidabile. La migliore focalizzazione si è rivelata utile nella particolare configurazione di misura. Il sensore è stato infatti installato sul serbatoio su una sorta di camino con un’altezza di 50 cm e un diametro di 40 cm. Grazie al raggio di misura molto sottile, il sensore effettua senza problemi la misura entro questo raggio ridotto. Un’altra sfida era rappresentata dal miscelatore all’interno dei serbatoi necessario per impedire stratificazioni termiche. Normalmente tali installazioni interne causano echi di disturbo, ma il raggio di misura del VEGAPULS 64 è così sottile da evitare semplicemente il miscelatore.

Il VEGAPULS 64 è ideale anche sotto il profilo dell’igiene. Da un lato, gli strumenti di misura di livello radar effettuano infatti la misura senza contatto, offrendo così requisiti igienici ideali. Dall’altro lato, l’antenna affacciata può essere pulita in maniera ottimale ed è insensibile alle condizioni estreme dei processi SIP e CIP. Lo strumento di misura non richiede inoltre nessun altro intervento di manutenzione.

Rilevamento dell’intero contenuto del serbatoio

Un altro vantaggio del sensore è la possibilità di eseguire la misura dal basso verso l’alto sull’intera altezza del serbatoio, ovvero sia vicino al cielo del serbatoio, sia a ridosso del fondo. Questo consente lo sfruttamento del volume complessivo del serbatoio. Nonostante il fondo dei serbatoi sia leggermente inclinato, lo strumento di misura di livello radar di VEGA effettua la misura di livello nei serbatoi alti fino a 15 m con una precisione di +/- 1 mm. Il VEGAPULS 64 ha reso possibile per la prima volta la misura continua dei contenuti dei serbatoi. I valori misurati vengono rilevati dall’elaboratore VEGAMET 391, ideale per una serie di funzioni di regolazione e controllo come misure di livello, altezza e pressione di processo, rilevamento delle scorte, VMI (Vendor Managed Inventory) e interrogazione remota.

La messa in servizio non ha presentato problemi, nonostante l’azienda impiegasse per la prima volta strumenti VEGA. Per la messa in servizio, la calibrazione dei sensori e la visualizzazione in loco dei valori di misura si impiega il tastierino di taratura con display PLICSCOM, che può essere inserito o rimosso in qualsiasi momento senza interrompere l’alimentazione in tensione del sensore. In combinazione con Bluetooth, l’utente può effettuare la configurazione e la parametrizzazione dei propri sensori plics® con lo smartphone o il tablet (Apple o Android), in tutta comodità e a distanza di sicurezza. Sono disponibili anche funzioni di visualizzazione e diagnosi. In questo modo è possibile richiamare i valori in qualsiasi momento e ovunque si trovi l’enologo o il direttore della produzione, indipendentemente dall’ubicazione del sensore. Tutto questo garantisce un rilevamento preciso delle scorte, reazioni rapide ed elevata flessibilità.

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