Sanpellegrino: garantire all’acqua un futuro di qualità

Nata ufficialmente nel 1899 con il nome di Società Anonima delle Terme di San Pellegrino, in seguito poi quotata in Borsa a Milano, l’azienda di acque minerali e bibite non alcoliche Sanpellegrino è stata tra le prime imprese a dotarsi di un impianto di imbottigliamento su scala industriale e a dare il via alla distribuzione dei propri prodotti in tutto il mondo. Dopo l’ampliamento della gamma e l’annessione di alcune importanti società del comparto beverage italiano – come Acqua Panna e Levissima –, nel 1997 questa realtà viene acquisita dal Gruppo Nestlé, leader mondiale nel settore delle acque in bottiglia, che contribuisce ulteriormente alla diffusione internazionale dei brand S.Pellegrino e Acqua Panna, portandoli sulle tavole di oltre 150 Paesi. Da diversi anni, ormai, Sanpellegrino persegue una politica aziendale orientata alla creazione di valore condiviso per i suoi consumatori, per le società in cui opera e per il pianeta, sviluppando piani industriali ad hoc, stanziando investimenti che favoriscono una crescita sostenibile, realizzando progetti miranti alla salvaguardia e alla valorizzazione delle risorse idriche e, di fatto, “proteggendo l’acqua”, garantendone un uso oculato nelle proprie fabbriche e da parte dei propri fornitori ed educando le persone a farne un uso efficiente e ragionato, anche attraverso collaborazioni di alto profilo. Per portare avanti questa linea d’azione e potenziarla, recentemente l’azienda ha nominato la manager cremonese Fabiana Marchini a Head of Sustainability del Gruppo, ponendola alla guida di un nuovo team dedicato alla sostenibilità.

Fabiana Marchini

Da quanto lavora in azienda e cosa significa per lei ricoprire questo ruolo?

«Sono entrata in Sanpellegrino nel 2001 in qualità di Brand Manager e ho ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino a divenire National Account Manager, il che mi ha portato a seguire il canale Take Home e a gestire le negoziazioni con i maggiori attori della GDO; nel 2014 ho assunto il ruolo di Head of CCSD department, funzione cross-canale dedicata all’elaborazione di strategie di categoria e di market & shopper intelligence, e nel febbraio di quest’anno ho accettato di impegnarmi per rafforzare e consolidare le politiche di ecosostenibilità aziendale. Oggi, in qualità di Head of Sustainability, guido una nuova squadra il cui lavoro è incentrato proprio sulla sostenibilità, con un focus specifico su risorsa acqua, produzione, packaging e trasporti. Credo fermamente nell’importanza di generare un impatto positivo sulla società e di garantire l’accesso alle risorse naturali alle generazioni presenti e future: ho per questo intrapreso un percorso ispirato agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite».

Da quanto tempo il Gruppo Sanpellegrino può definirsi ecosostenibile?

«L’approccio ecosostenibile accompagna da anni le nostre scelte aziendali e precede, di fatto, l’aumento della sensibilità da parte dei consumatori verso i prodotti green: Sanpellegrino ha fatto da apripista rispetto ai temi legati alla sostenibilità ambientale. Tutte le nostre bottiglie in materiali plastici sono in PET, riciclabile al 100%, e siamo stati i primi in Italia, nel 2010, a introdurre l’utilizzo di PET riciclato (rPET), rendendo disponibili prodotti con specifiche caratteristiche prima ancora che venissero richiesti dai consumatori…».

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