Masi: la nostra filosofia è green

Profondamente radicata in Valpolicella Classica, la storia della Cantina Masi inizia alla fine del XVIII secolo, quando la famiglia Boscaini acquista rinomati vigneti nella piccola valle denominata “Vaio dei Masi”: da qui la nascita di questa realtà, tuttora di proprietà della famiglia, che opera attivamente tramite la sesta e la settima generazione. Utilizzando uve e metodi autoctoni delle Venezie e puntando su un costante aggiornamento tecnologico, l’azienda, nei decenni, si è concentrata sulla produzione di vini di pregio e, in particolare, sulla tecnica dell’appassimento, fino a veder riconosciuta la sua posizione di leadership nella produzione di Amarone e arrivando a esportare la sua competenza anche al di fuori del Veneto, in Italia e in Argentina: i vini a marchio Appaxximento oggi rappresentano il 70% del fatturato – su una produzione annua totale che si attesta su circa 12 milioni di bottiglie – e il 25% di questi prodotti è costituito da Amaroni e Recioti. Il 30 giugno 2015 Masi si quota in Borsa sul mercato AIM Italia, dedicato alle piccole e medie imprese, prima azienda italiana produttrice di vini di qualità ad accedere a tale mercato del capitale. Oggi l’attività continua salda nelle mani della famiglia Boscaini: insieme al presidente, Sandro Boscaini – conosciuto nel mondo come “Mister Amarone” –, sono coinvolti nella gestione i figli Raffaele e Alessandra, i fratelli Bruno e Mario e i nipoti Anita e Giacomo. A guidarne le scelte, l’attenzione alla salute dei consumatori e il rispetto per l’ambiente in tutte le fasi della filiera produttiva: valori imprescindibili da perseguire, per i proprietari, parte integrante della cultura e della filosofia di Masi.

Sostenibili fin dal principio

«La sostenibilità fa parte del modo di intendere l’azienda agricola fin dal 1772 – conferma Raffaele Boscaini, settima generazione della famiglia, direttore marketing e coordinatore del Gruppo Tecnico Masi –. Lo spirito che ci ha guidati in questi due secoli e mezzo ci ha ispirati a lavorare sul territorio facendo sì che tale possibilità fosse costantemente garantita anche alle generazioni successive, un obiettivo esternato in modo diverso a seconda dei passaggi generazionali, ma avente sempre un denominatore comune: l’equilibrio nell’utilizzazione delle risorse ambientali, economiche e sociali, un moderato sfruttamento delle piante, giusti tempi di operatività e, ove possibile, la restituzione alla natura di parte della sua generosità. È significativo, in questo senso, un tipico rito della mia famiglia: all’impianto di ogni nuovo vigneto, abbeveriamo simbolicamente la barbatella con un goccio di vino. Per noi l’attenzione all’ambiente deve riguardare tutte le sfere aziendali; le certificazioni sono arrivate in seguito e rappresentano solo una delle tante positive conseguenze di una condotta etica che abbiamo definito “Masi Green”».

In campo, ma anche in cantina

Partendo dalla viticoltura, tramite il progetto “Uve di Qualità” Masi estende attenzioni comuni a tutti i vigneti che gestisce direttamente, così come a quelli di proprietà dei viticoltori conferenti: viene privilegiato, ad esempio, l’impiego di acque piovane per l’irrigazione, così come quello di antiparassitari e sostanze naturali per la concimazione e di pratiche agronomiche che consentano di migliorare il sistema pianta-ambiente, favorendo la biodiversità e l’incremento degli organismi utili al controllo naturale dei parassiti della vite.

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