Fabrizio De Simone: “Punto in alto!”

Intraprende un corso di avvicinamento al vino nell’autunno 2017 e, due anni più tardi, si classifica terzo al concorso Fisar indetto per decretare il Miglior Sommelier d’Italia. Basterebbe, forse, questa breve sintesi per chiarire l’attitudine e la predisposizione innata che Fabrizio De Simone ha dimostrato nei confronti del mondo del vino e della sommellerie; oltre a queste doti, tuttavia, è necessario menzionare anche una buona dose di curiosità e di impegno personale, caratteristiche che hanno permesso a questo sommelier milanese di trovare la sua strada e di arrivare a costruire e a proporre al mercato del food & beverage una figura professionale ben specifica. Testardo, ambizioso e sognatore: si definisce così De Simone, devoto e fiducioso nei confronti del nostro Paese e delle sue innumerevoli potenzialità. «Chiamatemi illuso, ma io ancora credo nell’Italia. A noi non manca nulla. Siamo uno degli Stati più piccoli al mondo e, nonostante questo, l’unico in cui, in ogni regione, si produce vino. Primi produttori vinicoli del globo – e, attenzione, parliamo sempre di vino di qualità –, ci piazziamo al secondo posto nella produzione di olio e siamo sempre al top anche a livello gastronomico, turistico e paesaggistico. Non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, ma dovremmo riuscire a lavorare maggiormente sulla nostra mentalità, sulle nostre risorse e sul come riuscire a comunicarle al meglio».

Fabrizio De Simone

Ci racconti la sua storia: cosa l’ha avvicinata al mondo del vino?

«Nasco come cameriere in un ristorante di paese, privo di qualsiasi nozione riguardante la ristorazione e l’enologia. Ho sempre avuto una sorta di attrazione verso il mondo della sommellerie, come fosse un lontano richiamo, e svolgendo questo lavoro la curiosità è aumentata; un bel giorno mi sono deciso ad approfondirla. A fine 2017 ho iniziato un corso di avvicinamento al vino, con la scuola inglese WSET; ricordo che il relatore parlava e io non solo capivo, ma prendevo pagine e pagine di appunti e, soprattutto, ricordavo tutto senza alcuna difficoltà. Nel gennaio successivo ho aderito all’associazione Fisar di Milano e ho studiato con il massimo impegno, giorno e notte, raggiungendo ottimi risultati nel minor tempo possibile: a marzo 2019, infatti, mi sono diplomato sommelier Fisar e, nello stesso anno, mi sono classificato terzo al concorso come Miglior Sommelier d’Italia, una gratificazione personale enorme agli sforzi e ai sacrifici compiuti per inseguire un sogno, un’ambizione. Questo risultato è solo un inizio, non un arrivo: avrò ancora modo di lavorare e migliorare».

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