Le etichettatrici Cavagnino & Gatti per Santero

Nata nel 1958 da un’idea dei fratelli Leopoldo, Renzo, Aldo e Adelio Santero, l’azienda Santero è situata a Santo Stefano Belbo (CN), nel cuore di una delle zone vitivinicole più vocate del Piemonte, tra le colline delle Langhe e a due passi dal Monferrato. La sua storia, lunga oltre mezzo secolo, è segnata dalla passione per la vigna, da una sapiente gestione della cantina e dall’amore per il vino in tutte le sue declinazioni, un attaccamento che ha saputo coniugare tradizione e innovazione, prestando sempre grande attenzione alla cura di ogni fase della filiera produttiva, dalla vendemmia all’imbottigliamento. La cantina di vinificazione, attrezzata fin dal principio per la produzione di spumanti e vini classici piemontesi, è stata migliorata e ammodernata lungo i decenni. Del 1977 è l’entrata in funzione dell’attuale sede della società, uno stabilimento all’avanguardia insediato su un’area di oltre 18.000 metri quadrati; in esso sono vinificate le uve che provengono dalle cinque aziende agricole di proprietà Santero e dalle vigne di oltre 300 viticoltori locali, che collaborano con la proprietà da diversi anni. Oggi la capacità produttiva di questa realtà, che impiega in totale una cinquantina di dipendenti, si attesta su 25 milioni di bottiglie annue, commercializzate e apprezzate in più mercati a livello internazionale.

Pratiche antiche, ma sistemi moderni

«Nella nostra cantina, completamente ristrutturata, dotata di un impianto fotovoltaico e di sistemi a basse emissioni, le antiche pratiche enologiche e le moderne tecnologie si combinano per dare vita a prodotti dal cuore antico, ma dalla veste attuale», racconta Gianfranco Santero, titolare aziendale. Le presse e i filtri sono a firma Bucher e Pall, mentre per la linea di riempimento e confezionamento le macchine prescelte sono Bertolaso, Robino & Galadrino, Cavagnino & Gatti, Automat e Mas Pack, tutte caratterizzate da un’alta affidabilità e dal mantenimento dell’attualità tecnologica, per poter offrire produzioni sempre al top. «Siamo un’azienda di trasformazione completa – continua Santero –, che raccoglie l’uva, la vinifica e imbottiglia autonomamente i propri vini. Prendiamo ad esempio il Moscato Bianco, l’uva autoctona che tra fine agosto e settembre, per prima in Piemonte, viene vendemmiata e vinificata: i grappoli sono scaricati nelle tramogge dopo aver compiuto i primi controlli di sanità e qualità, quindi indirizzati in pigiatrici e presse che attuano una lavorazione soffice, in modo da garantire e preservare tutte le caratteristiche della materia prima. Il mosto ottenuto è convogliato a un flottatore che opera una prima separazione delle particelle residue della pressatura, per passare poi alla filtrazione con filtri tangenziali, che compiono una selezione ancora più accurata. A questo punto si passa allo scambiatore di calore, che raffredda e stabilizza il mosto, poi stoccato in celle frigo da 70mila ettolitri e in un centinaio di autoclavi da 50mila ettolitri; all’interno di queste ultime vengono aggiunti i lieviti e prende il via la fermentazione, che dura tra una settimana e dieci giorni. Dopo questo periodo il mosto è ulteriormente filtrato e portato a una temperatura di -2/-3 °C, per favorire la stabilizzazione tartarica, quindi viene filtrato di nuovo per arrivare a trattenere particelle fino 0,45 micron. Solo allora il vino può dirsi pronto per essere imbottigliato».

Maggior produzione oraria e automazione

È in questo momento che le bottiglie, precedentemente risciacquate con una soluzione antibatterica a base di acqua e solforosa, sono posizionate sul nastro trasportatore di una delle due linee di imbottigliamento, le quali, in totale, hanno una potenzialità di circa 20.000 pezzi all’ora. Una volta disposti sulla linea, i vetri passano nella riempitrice, che versa il vino conservato a una temperatura di 0°C; le bottiglie piene sono poi tappate e riscaldate a circa 20°C, un processo che favorisce l’etichettatura, quindi vengono avviate prima ai cartoni, per l’imballo, e in ultimo al pallettizzatore, per la sistemazione definitiva prima della spedizione. Le etichette, per Santero, sono senza alcun dubbio uno degli elementi più distintivi: caratterizzate da forme, colori, sfumature e riflessi ricercati, curate in ogni minimo dettaglio e particolare, esse conferiscono raffinatezza, stile e contemporaneità a tutti i prodotti della Cantina. La costante voglia di investire e innovare di Santero ha spinto la proprietà, di recente, a sostituire un’etichettatrice Cavagnino & Gatti acquistata nel 2014 con un nuovo macchinario della stessa ditta, per ottenere una produzione oraria superiore e per raggiungere un maggior grado di automazione del ciclo produttivo, assicurandosi ampie possibilità in termini di applicazioni e orientamenti ottici.

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