Cantina Strologo: un messaggero alla corte del Conero Rosso

La Cantina Strologo è un’azienda vitivinicola familiare di piccole dimensioni e buone ambizioni. Qui a Camerano, dal 1997 Silvano Strologo porta avanti, con sua moglie Catia Schiaroli, l’attività iniziata negli anni Sessanta dal padre, Giulio Strologo, tra i fondatori del Consorzio per la tutela del vino Rosso Conero DOC.

Un’impresa familiare nel solco della tradizione

«La Doc Rosso Conero è nata nel 1967 e mio padre, insieme a un piccolissimo nucleo di altri importanti viticoltori della zona, ne è stato uno dei principali propulsori – racconta subito Silvano Strologo ricordando con piacere ed orgoglio l’impronta familiare della sua cantina sui colli anconetani di Camerano sempre nel segno di questa Doc – Mio padre aveva lavorato come mezzadro per la cantina della Santa Casa di Loreto nei terreni dell’Aspio e produceva vino qui in zona con i suoi fratelli già negli anni Sessanta, dove aveva già impiantato i primi vigneti. Quando nel 1982 ho finito gli studi ho iniziato subito anch’io a lavorare in vigna al suo fianco. Ai tempi, i vini si vendevano sfusi, in damigiane di vetro, ma già si iniziava a guardare al mercato del vino in bottiglia. Quando mio padre purtroppo è venuto a mancare, abbiamo diviso la proprietà con i miei zii e nel 1997 ho messo in commercio le prime bottiglie di Julius, un vino che ho voluto subito dedicargli, lui si chiamava Giulio. È la nostra base di Rosso Conero, con vitigno Montepulciano in purezza, a cui poi già nell’anno seguente è seguito il nostro Rosso Conero selezione, uscito con l’etichetta di Traiano (che deve invece il suo nome all’omonimo personaggio storico, partito da Ancona alla conquista della Dacia) e quindi la nostra riserva di Conero Docg, Decebalo (ovvero il capo dei Daci che combatté contro Traiano). A tre anni di distanza appena dalla sua uscita sul mercato, il Traiano ci valse subito la segnalazione dei Tre Bicchieri sulla Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, consentendoci la possibilità di aprire un buon mercato anche all’estero, grazie a diversi importatori.»

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