Cantina Valpolicella Negrar e UPM Raflatac insieme per tutelare la Valpolicella

«È fondamentale trasmettere agli uomini e alle donne di domani l’importanza di progettare il vigneto in un’ottica di salvaguardia del paesaggio e del territorio, nostro bene comune». Con queste parole Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar ha commentato la vittoria di Haidau Francesco Hifrim, studente dell’Istituto Comprensivo di Negrar, al concorso artistico “Etichetta dell’anno”, premio che suggella la conclusione del progetto didattico-sociale “La Scuola nel Vigneto”, realizzato per avvicinare le future generazioni alle realtà produttive del Veronese. Ideato nel 2012 dall’ex Presidente della Cantina, Carlo Alberto Recchia, in collaborazione con l’istituto musicale negrarese e in partnership con altre realtà locali, La Scuola nel Vigneto interessa gli studenti di seconda media e si tiene durante l’anno scolastico attraverso lezioni in aula, in cantina e tra i filari, perseguendo l’obiettivo primario di coinvolgere i ragazzi della Valpolicella e creare, in loro, un rinnovato senso di appartenenza alla loro terra d’origine, permettendogli di conoscerla e sperimentarla nei suoi vari aspetti – anche attraverso la realtà culturale e produttiva della Cantina cooperativa -, e avvicinandoli a più professioni, in un percorso di consapevolezza, creatività e solidarietà. «Creare un rapporto fra scuola, istituzioni e realtà produttive del territorio equivale a preservare il futuro della Valpolicella», afferma Daniele Accordini, Direttore generale ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar.

A vincere è la biodiversità

Nelle sette edizioni realizzate, il progetto ha visto l’impegno di una ventina di docenti di discipline diverse e di oltre 700 studenti, coadiuvati dalla responsabile del progetto per la Cantina, Marina Valenti. Da tre edizioni a questa parte il concorso Etichetta dell’anno è dedicato al “Paesaggio della Valpolicella: particolarità e particolari”, un tema ritenuto di grande rilevanza per la comunità. «Il nostro paesaggio collinare è caratterizzato dalle “marogne”, i muri a secco che da secoli sono impiegati per frenare il dilavamento e per rendere il terreno più sicuro – spiega Accordini –. Essi sono generatori di biodiversità, poiché popolati da tante specie vegetali e animali, e a queste specie l’alunno vincitore del concorso si è ispirato, scegliendo di riprodurre graficamente, nella sua opera, ciò che in campo ha destato maggiormente la sua attenzione: verdi lucertole che, sui muretti a secco, erano intente a riscaldarsi al sole». L’etichetta vincitrice viene di volta in volta riservata a una speciale collezione di vini, nello specifico Amarone e Valpolicella Bio Domìni Veneti, il cui ricavato della vendita, per un importo di 5.000 euro, è destinato a una finalità sociale ogni anno diversa, ma avente sempre una ricaduta sul territorio. A beneficiare della somma, nel 2019, sarà il “Giardino delle Vigne” a Villa Fantelli centro servizi Abeo, destinato all’ospitalità dei bambini affetti da tumore al midollo osseo e ricoverati all’ospedale di Verona.

Da rifiuti a risorsa
La salvaguardia ambientale è certamente un obiettivo prioritario per la Cantina, a cui essa tende in diversi modi. «Pensiamo che per far bene all’ambiente non occorrano gesti strabilianti – precisa Accordini –: a volte basta anche solo stringere partnership innovative, come quella siglata con UPM Raflatac, che, grazie al programma Rafcycle, ci consente di recuperare gli scarti di etichettatura dei nostri vini – bottiglie di Valpolicella Bio e Amarone collezione La Scuola nel Vigneto comprese – permettendoci di risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti e, nel contempo, di trasformare i rifiuti stessi in risorsa, producendo nelle cartiere UPM nuova carta per riviste o fotocopie». Dal 2015 ad oggi, grazie a questo progetto di economia circolare, Cantina Valpolicella Negrar ha recuperato 30 tonnellate di supporti siliconati di etichettatura, riciclando una quantità di carta pari a quella necessaria alla produzione di 300mila libri dello spessore di circa 1 cm (formato 15x23cmx82pagg), i quali, se posizionati l’uno sull’altro, raggiungerebbero un’altezza pari a circa 100 volte quella dell’Arena di Verona (31 m).

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