Il Verdicchio de La Staffa

“Mai sentito” è il nome del suo Verdicchio frizzante, metodo ancestrale, rifermentato in bottiglia, una tra le scommesse più ardite… e riuscite. “Mai sentito” è il suo coraggio di osare. Dieci anni di attività quest’anno l’azienda, mentre lui di anni ora ne ha ventinove. È Riccardo Baldi che, ad appena 19 anni, ha messo in piedi la casa vitivinicola La Staffa, nella sua città, Staffolo, in provincia di Ancona, nei colli marchigiani non distanti da Jesi. Poco più che maggiorenne la partita iva e la sfida delle prime vendemmie. Nel 2012 la costruzione della nuova cantina. E adesso, una produzione annua da 50.000 bottiglie, per una metà commercializzate all’estero, nonché una discreta collezione di encomi e premi ai suoi vini. La sua filosofia è riassunta dal suo personale “ABC”: Artigianale, Biologico, Classico. Ma per raccontare questo decennio di sacrifici e passione, tre lettere non bastano affatto. Questo il suo racconto, per intero.

Riccardo Baldi
Riccardo Baldi

Il colpo di fulmine

«All’inizio ero più mosso dall’ambizione di una possibilità in cui ero stato coinvolto e in cui volevo riuscire, avere una mia azienda e creare un mio vino. Pensavo: “ho 19 anni, poi semmai potrò anche scegliere altro”. Ma no, in realtà quando parlo di colpo di fulmine è questo che intendo. Sono passati dieci anni e non mi capaciterei di essere altrove tra altri dieci. Qui non conto le giornate, non percepisco lo scorrere del tempo – esordisce così Riccardo, mentre sorridendo ricorda con dolcezza qui in queste terre dove già i suoi nonni producevano un primo rudimentale vino di famiglia, “il silenzio cosmico in mezzo alla natura e il sorriso di mio padre in vigna” –

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