Per Lurisia riutilizzare è meglio che riciclare!

La tutela dell’uomo e del suo ambiente naturale sono il punto di partenza e di arrivo di ogni attività intrapresa da Lurisia. Tra le priorità perseguite c’è la scelta di imbottigliare utilizzando il vetro, che, insieme ad altre pratiche, contribuisce a rendere l’azienda fortemente ecosostenibile.

La storia di Lurisia ha inizio da una leggenda, che tanto leggenda, in realtà, non è. Essa racconta della scoperta di una fonte miracolosa da parte di un minatore il quale, nei primi del Novecento, lavorando su una parete rocciosa nella zona di Nivolano, nelle Alpi del Piemonte, colpì involontariamente una vena d’acqua sorgiva che si rivelò ottima per il consumo e per la detersione di piaghe e ferite. Peculiarità, queste, che si diffusero ben presto al di fuori del territorio e attirarono l’attenzione di curiosi, medici e ricercatori, che studiarono le caratteristiche di questa fonte attestandone le qualità. Furono poi Pietro Cignolini, David Garbarino e Piero Sciaccaluga, un medico e due imprenditori liguri, a dare una direzione ben precisa al corso degli eventi: nel 1940 edificarono il primo stabilimento termale di Lurisia, frazione del Comune di Roccaforte Mondovì (Cn), consentendo a chiunque, in questo modo, di usufruire dell’acqua medicamentosa. Il permesso di imbottigliarla e venderla arrivò dal Ministero della Sanità successivamente, e diede il via a una distribuzione e a un consumo che, attraverso i decenni, si è ampliato fino al di fuori dei confini nazionali.

Oggi le acque Lurisia sono commercializzate attraverso i canali Ho.re.ca., Eataly e, in parte, attraverso qualche insegna della GDO. Dal 1996 l’azienda è gestita dalla famiglia Invernizzi e a guidarne le sorti è, da oltre dieci anni, l’Amministratore Delegato Alessandro Invernizzi, grazie al quale sono state applicate numerose pratiche di efficientamento energetico e di gestione sostenibile dei processi. Lui stesso ci ha spiegato quanto incidono, sulle scelte aziendali, l’attenzione alla tutela dell’ambiente e l’utilizzo consapevole delle risorse del territorio.

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