L’approccio naturale di Cantina Roccafiore

Il progetto Roccafiore nasce con l’obiettivo di produrre solo vini biologici, con un approccio totalmente naturale. La sostenibilità è la regola numero uno. anche nell’imbottigliamento.

Siamo a pochi chilometri da Todi, al centro dell’Italia, tra montagne e colline dove a volte il tempo sembra essersi fermato. Roccafiore è un’azienda dalle produzioni e dalle offerte molteplici pur avendo pochi anni di attività. Nasce infatti negli anni ’90 per iniziativa del capostipite, Leonardo Baccarelli, che aveva in mente un’idea ben precisa: trovare un luogo che gli permettesse di recuperare un vero rapporto con la campagna. Venuto a contatto con questo ambiente rurale, Leonardo ha capito che un semplice agriturismo non gli bastava e per vivere la campagna più da vicino ha iniziato a produrre vino, costruendo una cantina che potesse esprimere, attraverso i vini, la sua passione per questo territorio. Attualmente l’azienda è condotta dai figli Luca e Ilaria, che si sono contornati di aiutanti giovani come loro, con un pensiero comune: rispetto dell’ambiente e delle persone. Alla produzione di vino sono state affiancate le colture di legumi, cereali e olio, un piccolo allevamento di maialini di Cinta Senese, un resort, un ristorante e un centro benessere.

Imbott. 3Luca, che si occupa prevalentemente del settore commerciale, racconta così la sua passione per il vino: «Mi sono avvicinato al mondo del vino quando ero ancora piccolissimo, vendemmiando a 6 anni nel vigneto del nonno. A 21 anni sono entrato in Roccafiore con la prima vinificazione. Ho approfondito le mie conoscenze studiando il panorama vinicolo a livello internazionale, un passo che ritengo decisivo per essere competitivi nel mercato globale. Il mio obiettivo è quello di una costante ricerca della qualità e la migliore palestra per conoscere questo mondo, a mio parere, è assaggiare il vino durante la sua evoluzione, vedendolo in prospettiva. è per questo che oggi seguo ogni fase della sua produzione con lo stesso entusiasmo con cui a sei anni cercavo di staccare i grappoli dalle viti. Abbiamo preferito un staff molto giovane per vari motivi: l’energia dei giovani con la loro spinta innovativa sono una risorsa imprescindibile per questo lavoro. Puntiamo sui giovani per dare loro delle prospettive in un momento tutt’altro che facile per il nostro Paese. Le nuove generazioni apportano un approccio diverso, attento agli sviluppi della tecnologia, in ogni ambito.  Tra le novità che abbiamo introdotto, ad esempio, c’è l’App che guida nella degustazione dei nostri prodotti.  Ciascuno all’interno dell’azienda ha la possibilità di ricavarsi il proprio spazio e seguire le sue propensioni. Appena entrato in azienda facevo di tutto, dalla vigna alla cantina. Ricordo quando, alla fine di una stremante giornata in cui avevamo imbottigliato circa 10.000 bottiglie, mio padre mi chiese: “Ora chi le vende tutte queste?”. è lì che ho capito che mi sarei occupato del settore commerciale».

 

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