Ricomincio da Maeli!

Non un semplice Moscato, ma un Moscato Giallo da colline vulcaniche, perfetto dall’aperitivo al dolce: Elisa Dilavanzo ha seguito il cuore e la sua passione per il vino puntando tutto su questo vitigno, vinificandolo in tutte le sue declinazioni, fino allo Spumante Metodo Classico, e rendendolo famoso anche al di fuori del Belpaese.

Elisa Dilavanzo

Da più esperienze professionali nel mondo della comunicazione alla coltivazione di diversi ettari vitati sui Colli Euganei, attività che le ha valso già diversi premi e riconoscimenti: è questo il percorso di Elisa Dilavanzo, che al momento opportuno ha saputo ricominciare da capo, con un nuovo impiego, investendo, non senza fatica, molte risorse personali e cercando di imparare da tutti coloro che potevano insegnarle qualcosa. «L’umiltà, la curiosità, la passione per la natura e per il vino mi hanno permesso di trovare la mia strada anche quando sembrava delinearsi un percorso diverso, più tortuoso e faticoso – racconta la giovane produttrice delle Terre del Pirio, nel versante più a nord dei vulcanici Colli Euganei –. Un pizzico di follia, infine, mi ha resa più audace nel credere in un territorio come questo, meno conosciuto e valorizzato di altri, oltre che in un’uva specifica, il Moscato Giallo, da sempre consumato perlopiù solo durante le festività e i banchetti delle cerimonie». Ma partiamo dall’inizio.

Quando nasce la sua passione per il mondo vitivinicolo?

Un tempo le amiche dicevano di me che davanti a un calice di vino mi estraniavo: mi perdevo dentro il mondo racchiuso in quel bicchiere ancor prima di berlo. Ero curiosa di sapere tutto di quel prodotto. Dove nasceva, chi lo realizzava e qual era il suo percorso dal vigneto al bicchiere. Così mi misi a studiare e, nel 2008, dopo aver conseguito il titolo di sommelier AIS e degustatore ufficiale AIS, decisi di cambiare vita. Non avendo alle spalle una famiglia di viticoltori o un’attività agricola iniziai a vendere vino in Veneto e in Emilia-Romagna. Ho rappresentato eccellenze del panorama vitivinicolo sia nazionale che internazionale, anche se ho sempre trovato più stimolante il lavoro per le piccole realtà territoriali, dove spesso la produzione gira tutta intorno a un’eccellenza, quale può essere un vitigno autoctono. Prima di arrivare nei Colli Euganei ho lavorato per una cantina dei Colli Berici ed è allora che ho capito che mi sarebbe piaciuto un giorno possedere qualche vigneto, sperimentare tecniche di vinificazione inusuali o artigianali e poter produrre un vino eccezionale, che magari nessuno avesse fatto prima e unico nel suo genere. Nei Colli Euganei, arrivata per introdurre le referenze che rappresentavo in un noto hotel di Abano Terme, conobbi il titolare di questa prestigiosa struttura, il quale mi coinvolse nel progetto di ristrutturazione di un’azienda vitivinicola che aveva appena rilevato: così cominciai a lavorare per Maeli.

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