C’è l’Oltrepò nelle bottiglie Torrevilla

Grande l’assortimento della cantina Pavese, dai rossi corposi, fermi e vivaci, agli spumanti secchi e profumati prodotti con il metodo classico e charmat. La linea confeziona fino a 5.000 pezzi l’ora.

Il 1907 è l’anno in cui Maria Montessori apre la sua prima scuola per l’infanzia con metodi educativi apprezzati ancora oggi nel mondo, l’equipaggio della Itala vince la corsa Pechino-Parigi e una forte eruzione vulcanica sconquassa l’isola di Stromboli. Ma è anche l’anno in cui a Torrazza Coste, dove la Pianura Padana comincia a muoversi, si fa ondulata e lascia il posto alle colline dell’Oltrepò Pavese, nasce la Cantina omonima in seguito a un accordo tra 800 coltivatori proprietari di quasi 600 ettari di vigneto. Si tratta inizialmente di filari coltivati in prevalenza a uve Moscato, Barbera e Croatina, base quest’ultima per il celebre Bonarda, vino rosso vivace, ottimo per accompagnare i salumi e tanti piatti tipici della cucina lombarda, ma se ne affiancheranno poi altre particolarmente gradite dai consumatori e che qui crescono ottimamente, come Riesling e Chardonnay.

Rapido il successo

Furono sufficienti pochi anni affinché la qualità dei prodotti della Cantina fosse riconosciuta e certificata dai diplomi ottenuti alle manifestazioni alle quali partecipava e che ora possono essere ammirati alle pareti della sede, con quelle linee e allegorie tipiche degli anni ’20 in cui trionfava lo stile liberty.

 

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