Succhi di frutta: apprezzare la bontà, condividere la conoscenza

Numerosi sono gli studi scientifici condotti sui succhi di frutta – in particolare sul succo d’arancia: l’obiettivo della campagna informativa “Fruit Juice Matters. Apprezzare la bontà. Condividere la conoscenza.” è proprio quello di portarli alla luce, facendo chiarezza sulla bontà dei succhi 100% frutta e favorendone un consumo consapevole.

Glass with splashing orange juice and oranges isolated with clipping path on white background

La campagna di respiro europeo è promossa dall’Associazione Europea Succhi di Frutta – AIJN (European Fruit Juice Association) che rappresenta produttori e confezionatori del settore succhi di frutta, articolata in 14 paesi dove operano le singole associazioni nazionali. Un gruppo di esperti internazionali sui temi della nutrizione e della salute ha analizzato e valutato la letteratura scientifica esistente in materia, al fine di garantire l’accuratezza e l’imparzialità delle informazioni su cui si basa la Campagna.

In Italia la Campagna è realizzata con il supporto del Comitato Succhi 100% Frutta, cui partecipano Conserve Italia – uno dei leader europei europei nelle conserve ortofrutticole – e AIIPA – l’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari cui aderiscono: Agrumaria Reggina, Coca-Cola HBC Italia, Hans Zipperle, Heinz Italia, Hero Italia, Jonica Juice, La Doria, Parmalat, Pepsico Beverages Italia, Quargentan, Rauch Italia, Spumador, Trentofrutta, Wild Italia, Zuegg. Il Comitato Succhi 100% ha recentemente avviato una collaborazione scientifica con la Società Italiana di Nutrizione Umana, così da disegnare uno stato dell’arte della ricerca nazionale e internazionale sul tema.

Il mercato
Nel 2015 si sono bevuti oltre 38 miliardi di litri di succhi, nettari e bevande alla frutta nel mondo e l’Europa si posiziona in cima alla classifica, seguita dal Nord America. 9.6 sono i miliardi di litri bevuti dagli europei lo scorso anno, con un consumo pro capite di quasi 19 litri. Al timone troviamo la Germania, con una media di 29 litri a persona, seguita da UK e Spagna. L’Italia, al di sotto della media, ha registrato un consumo pro capite di 11,3 litri. Il trend di lungo periodo dei consumi è negativo lungo tutta la penisola, anche se nel 2015 c’è stata una ripresa per rispondere ai bisogni di un’estate molto calda e afosa; tuttavia, già nella prima parte del 2016 i consumi sono tornati a calare. I principali formati sul mercato italiano sono quelli monodose (circa il 32% del totale) adatto per il consumo scolastico dei bambini e il formato famiglia (fino a 1000 ml – 45% del totale) a conferma di un consumo prevalentemente casalingo: la frutta da bere rimane per gli italiani una pratica soluzione per la colazione o la merenda. Se analizziamo la categoria globalmente (succhi, nettari e bevande), le preferenze dei consumatori sono orientate verso i seguenti gusti: pesca (17%), pera (16%), ACE (15%), albicocca (8,5%), ananas (7,7%), arancia (5,7%), mela (4,8%) e altri gusti (25%). In riferimento al segmento dei succhi 100% (circa il 14% del consumo della categoria), i consumi maggiori riguardano il gusto arancia, ananas, mela, mix di frutti tropicali e pompelmo, frutti di bosco, pera, pesca.

Il succo 100% frutta:

  • ha come unico ingrediente la frutta spremuta e per legge non può contenere zuccheri aggiunti:
  • è costituito da acqua, vitamine, sali minerali e fitonutrienti e da una piccola percentuale di zuccheri naturali;
  • è un modo pratico per contribuire all’apporto di frutta quotidiano e integrare preziosi nutrienti nella nostra alimentazione;
  • è buono per il nostro organismo;
  • è bevuto da chi ha una maggiore propensione ad assumere frutta e verdura;
  • ha un IG (indice glicemico) generalmente basso, simile a quello del frutto da cui proviene.

Un bicchiere (150 ml) di succo 100% arancia:

  • equivale al 4% dell’assunzione di calorie giornaliere raccomandate nella dieta di una donna (circa 2.000 KCal);
  • contiene più del 50% del fabbisogno giornaliero di vitamina C;
  • se bevuto a colazione aiuta a iniziare con la giusta marcia la giornata, la vitamina C contribuisce a ridurre stanchezza e fatica;
  • se bevuto mentre si mangiano alimenti ricchi di ferro, ne agevola l’assorbimento grazie alla vitamina C in esso contenuto;
  • per chi pratica sport rappresenta una valida modalità per integrare il potassio;
  • aiuta i bambini ad abituarsi al gusto di frutta e verdura, con ricadute positive nel lungo periodo delle scelte alimentari.

 

 

Facciamo chiarezza
Sia i succhi di frutta che i nettari di frutta sono disciplinati da una Direttiva Europea (2011/112 CE del 20 dicembre 2001) aggiornata da ultimo nel 2012 (2012/12 UE del 19 aprile 2012).

Il succo 100% frutta

Un succo di arancia, ananas o pompelmo altro non è che un prodotto ottenuto interamente dalla frutta spremuta. Come il frutto intero, è costituito principalmente da acqua, vitamine (come la vitamina C), sali minerali e fitonutrienti che derivano dal frutto intero spremuto e da una piccola percentuale di zuccheri naturali. La normativa europea non consente l’aggiunta di conservanti, zuccheri e aromi al succo 100% frutta.

Il nettare di frutta

E’ prodotto a partire dal succo di frutta o dalla purea di frutta o da entrambi a cui si aggiunge acqua ed eventualmente zucchero o edulcoranti. E’ consentita anche l’aggiunta di un numero molto limitato di additivi, che svolgono essenzialmente una funzione antiossidante o acidificante, mentre è vietato l’utilizzo di conservanti, coloranti e aromi. La norma europea prevede che i nettari ottenuti esclusivamente dalla purea di frutta possano essere finiti come “succo e polpa di…”. Di solito per il nettare si scelgono tipi di frutta con molta polpa, come pera, pesca o albicocca. Secondo la normativa europea, la quantità minima di frutta contenuta nel nettare deve mantenersi tra il 25 e il 50% in base alla varietà. Benchè la direttiva consenta l’aggiunta di zuccheri ai nettari fino a un massimo del 20% del peso totale del prodotto finito, la quantità media effettiva di zuccheri aggiunti per i prodotti fabbricati in Italia si colloca in un range tra l’8 e il 10% in relazione al tipo di frutta di partenza.

Le bevande a base di frutta

I prodotti che non rientrano nella classificazione “succo 100% frutta” o “nettari di frutta” si iscrivono alla categoria delle bevande a base di frutta.

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