Crescita tra innovazione ed ecosostenibilità

Decimo player nazionale nel comparto delle acque minerali, il Gruppo Bracca Pineta è sensibilmente cresciuto in questi anni grazie a una lungimirante politica imprenditoriale e all’eccellente qualità del servizio, frutto anche della continua innovazione impiantistica in parte mirata a una maggiore ecosostenibilità.

Con due stabilimenti produttivi nella bergamasca – uno in Val Seriana a Clusone, l’altro in Valle Brembana a Zugno – il Gruppo Bracca Pineta è un significativo player nazionale sul mercato delle acque minerali. Con più di 80 dipendenti, una produzione di oltre 320 milioni di bottiglie l’anno, detiene circa il 3% del mercato nazionale. Il Gruppo, negli ultimi cinque anni, ha avuto un trend di crescita costante pur nello stagnante mercato nazionale delle acque minerali puntando sulla GDO e potenziando, nello stesso tempo, tutti i principali canali di vendita. Diversi sono i motivi di questo successo, da una lungimirante politica imprenditoriale, a un servizio di eccellenza, alle peculiari caratteristiche delle acque minerali, all’innovazione impiantistica e di prodotto. Raccontano il Gruppo Bracca Pineta il suo amministratore delegato Luca Bordogna e il suo direttore generale Gianfranco Morandi.

aperturaAcqua Bracca: una storia lunga più di cent’anni e un estimatore illustre

L’Acqua Bracca viene imbottigliata dal lontano 1907, anno in cui s’inaugura il primo stabilimento produttivo. Essa ha avuto estimatori illustri per le sue caratteristiche chimico-fisiche uniche, come Papa Giovanni XXIII il quale, allora nunzio apostolico in Bulgaria, non mancava mai, in procinto di tornare a Sotto il Monte, di scrivere alla sorella per commissionarle una cassa dell’acqua minerale Fonte Bracca. Conserviamo l’originale di quelle lettere, nelle quali tra l’altro il futuro pontefice scriveva: «…Sarebbe bene anche che mi faceste trovare una cassa di bottiglie di Acqua Bracca. Credo che se ne vendano in casse da 25 bottiglie. Che volete? Risparmieremo sul vino…». Papa Giovanni sembrava aver tratto giovamento dell’uricemia che lo affliggeva proprio bevendo quest’acqua.

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