Scaffalature statiche in metallo: uso e manutenzione

Gli obblighi di legge, una breve istruzione operativa utile per la gestione delle attività di immagazzinamento e i contenuti di una norma specifica in merito a utilizzo e manutenzione delle attrezzature di immagazzinaggio

Introduzione

La gestione dei sistemi di immagazzinamento statici è uno degli aspetti più comuni e maggiormente diffusi nelle aziende di qualsiasi settore. Le implicazioni legate alla sicurezza sono molto elevate: la gravità degli infortuni legati a un incidente che avviene durante una errata gestione dei sistemi di immagazzinamento è infatti molto significativa. Infatti, a discapito di una bassa probabilità di accadimento, la gravità dell’ipotetico infortunio è molto alta se non massima: in un processo di Valutazione dei Rischi in merito a Salute e Sicurezza sul lavoro le attività legate all’immagazzinamento ottengono alti valori di rischio, facendo sì che risultino essere, per alcune tipologie di aziende che non presentano altre lavorazioni molto rischiose, la maggiore fonte di rischio sul luogo di lavoro.

Inoltre la presenza diffusa di sistemi di immagazzinamento statici obsoleti necessita e rende ancora più importante la sorveglianza in merito al corretto funzionamento e utilizzo degli stessi nonché la continua e strutturata manutenzione. Nel corso del presente articolo vogliamo illustrare gli obblighi di legge in merito a questa tipologia di attrezzature di lavoro, i contenuti di una breve istruzione operativa utile per la gestione delle attività di immagazzinamento e i contenuti di una norma specifica in merito a utilizzo e manutenzione delle attrezzature di immagazzinaggio.

Gli obblighi di legge

Ecco gli obblighi che vertono sui fabbricanti di nuove scaffalature metalliche. Questo tipo di attrezzature non rientrano in una Direttiva di Prodotto specifica e quindi non devono a oggi essere marcate CE nel loro insieme. La progettazione, la realizzazione, i metodi di collaudo, le metodologie di determinazione delle portate dei singoli componenti e le qualifiche che il costruttore deve possedere per svolgere tutte queste attività sono però strettamente normate e vincolate al rispetto di norme costruttive consolidate, tra cui gli eurocodici in merito alle strutture metalliche. Il fabbricante è comunque tenuto a fornire un Manuale di Installazione e Manutenzione e le indicazioni di portata in merito a intera scaffalatura, singola campata e singolo ripiano.

Gli obblighi che al momento ci interessano di più riguardano invece il datore di lavoro che utilizza all’interno della propria azienda il sistema di immagazzinamento statico. Le scaffalature metalliche come portapallet, portaripiani, cantilever, drive in, utilizzate nei luoghi di lavoro sono da considerarsi a tutti gli effetti attrezzature di lavoro ai sensi del D.lgs. 81/2008, come specificato anche dal parere del ministero del Lavoro e della Previdenza sociale Div. VII prot. 21346 – 074. Il datore di lavoro è quindi tenuto a rispettare gli obblighi generici in merito alle attrezzature di lavoro e in particolare quelli contenuti nel titolo III.

Il datore di lavoro deve quindi mettere a disposizione attrezzature conformi alle normative vigenti in materia e in generale deve quindi:

  • garantire che installazione e utilizzo avvengano in conformità alle istruzioni d’uso del fabbricante, istruzioni che devono sempre e comunque essere presenti in azienda;
  • garantire che a seguito dell’installazione venga eseguito un collaudo iniziale dell’attrezzatura;
  • garantire l’idonea manutenzione, tramite la redazione di un piano di manutenzione, al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza. In generale in merito all’istallazione valgono le seguenti prescrizioni:
  • le scaffalature devono essere poste su un pavimento resistente, piano e antisdrucciolevole ove la circolazione di veicoli e pedoni sia debitamente regolata
  • devono essere attuate tutte le misure atte ad evitarne il ribaltamento, come il fissaggio a terra e l’eventuale ancoraggio ad altre strutture;
  • deve essere presente un cartello ben visibile a indicare la portata massima di progetto in kg per metro quadrato di superficie, la portata della singola campata e del singolo ripiano;
  • non devono presentare parti sporgenti tali da provocare lesioni;
  • i montanti devono poggiare su basette di ripartizione del peso sul pavimento;
  • i montanti devono esser protetti alla base da appositi ripari, per evitare il contatto diretto della scaffalatura con un mezzo di trasporto;
  • nel caso sul retro o sul lato della scaffalatura sia presente una via di circolazione devono essere installati idonei correnti anticaduta o dispositivi analoghi, atti ad impedire la caduta accidentale del carico durante la fase di stoccaggio.

Continua …

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