Inapplicabile la norma che prevedeva il 20% minimo di succo di frutta nelle bibite

Il decreto Balduzzi, che prevedeva un innalzamento al 20% di succo di frutta nelle bibite analcoliche è inapplicabile. La risposta negativa della UE rende inefficaci le disposizioni del comma 16ter dell’articolo 8 del D.L 158/2012.

Quando la norma aveva iniziato il suo iter, Assobibe e Mineracqua avevano precisato che in Italia “aranciate”, “limonate e simili” contengono almeno il 12% di succo contro il 5% medio di bevande similari vendute in ambito UE. Un incremento al 20% avrebbe favorito gli agricoltori, ma penalizzato il settore beverage sia in termini di costi di produzione, sia perché una variazione di ricetta avrebbe inevitabilmente modificato il sapore delle bevande disorientando i consumatori.

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