Attualità

La sostenibilità ambientale delle bevande nel 2030

Obiettivi raggiunti, sfide future e opportunità evidenziate nel rapporto recentemente redatto da FoodDrinkEurope, associazione che rappresenta le industrie europee degli alimenti e delle bevande.

Il più rilevante settore manifatturiero europeo, l’industria degli alimenti e delle bevande, mette la crescita sostenibile al centro del proprio modello di business. Essa, infatti, non solo aiuta a salvaguardare le limitate risorse naturali ma anche assicura la competitività e la prosperità nel lungo periodo del comparto stesso. Cosciente di questo FoodDrinkEurope ha adottato un documento, Environmental Sustainability Vision towards 2030, in cui si elencano i passi necessari per la realizzazione di tali intenti nella pratica industriale. Il piano è il risultato di una vasta collaborazione con gli altri stakeholder della filiera, i governi, la società civile, la ricerca e gli enti accademici. Il suo scopo è assicurare che gli sforzi degli operatori europei degli alimenti e delle bevande soddisfino tutte le sfide e le aspettative della società in ognuna delle sue componenti. Chiara inoltre è la sua continuità con le azioni già intraprese da diverse aziende anche medio-piccole, messe in evidenza dal “FoodDrinkEurope Environmental Sustainability Report” del 2008. Ma rispetto al precedente, il nuovo rapporto intende sottolineare la nuova sensibilità dei produttori di alimenti e bevande verso un tema a lungo relegato in secondo piano, il consumo sostenibile, tanto essenziale quanto quello della produzione sostenibile. Se il cibo, infatti, viene gettato dal consumatore nella pattumiera, si vanificano gli sforzi che l’intera filiera ha fatto per la preservazione dell’ambiente e delle risorse. Insomma, anche in questo campo l’unione, e il confronto, fanno la forza. Un esempio di successo di coinvolgimento di tutti gli attori è lo European Food Sustainable Consumption and Production Round Table, una piattaforma lanciata nel 2009 da FoodDrinkEurope a cui aderisce anche la Commissione europea ed altri attori economici, civili e accademici. Nonostante la breve esistenza, questo tavolo di confronto ha già portato a risultati di rilievo – dalla definizione di alcune linee guida per la stima dell’impatto ambientale di alimenti e bevande lungo tutto il loro ciclo di vita (Envifood Protocol), alla modalità con cui comunicare tale informazione all’intera filiera sino al consumatore anche mediante sistemi di comunicazione moderni, come le applicazioni per gli smart phone e i social media.

I pilastri
L’Environmental Sustainability Vision for 2030 prevede azioni riconducibili a tre macro aree:

✓approvvigionamento sostenibile;
✓efficienza delle risorse;
✓consumo e produzione sostenibile.

Approvvigionamento sostenibile

Il settore europeo degli alimenti e delle bevande assorbe circa il 70% della produzione agricola dell’UE; è quindi fondamentale per la salute a lungo termine e la prosperità del comparto che i sistemi di allevamento siano sostenibili e la biodiversità sia preservata. Notevoli progressi sono stati compiuti per migliorare l’approvvigionamento sostenibile di materie prime fondamentali, con lo sviluppo di nuove iniziative e azioni sempre più basate su un approccio olistico alla sostenibilità. Molte aziende stanno integrando l’approvvigionamento sostenibile nella loro strategia aziendale generale, nello sviluppo prodotti e nella politica aziendale. Per esempio, Ferrero, General Mills, Mars, Nestlé e Unilever utilizzeranno solo olio di palma certificato 100% sostenibile entro il 2015. Barilla, Coca-Cola, General Mills, Kellogg, Kraft, Nestlé, PepsiCo, Sara Lee e Unilever intendono impegnarsi collettivamente per raggiungere il traguardo di zero deforestazione netta entro il 2020.

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