In Palestina rinasce il “vino di Cana”

Grazie al contributo del Trentino, nel villaggio palestinese di Aboud, presso Ramallah, è nata una piccola cantina, che ha già prodotto 4000 bottiglie di “vino di Cana” destinate ai pellegrini che visitanola Terrasanta. Ilprogetto ha affrontato diverse difficoltà, fra queste il divieto, imposto da Israele, di scavare pozzi per cercare l’acqua con cui irrigare le colture. Aboud è un villaggio 2.000 abitanti, dove convivono musulmani e cristiani; la cantina, gestita da una famiglia del posto, è parte di una piccola rete di produttori che fanno riferimento alla cantina dei salesiani di Cremisan, situata a Beit Jalla, che ogni anno produce 400.000 bottiglie di vino rosso avvalendosi della collaborazione scientifica della Fondazione Mach, già Istituto di San Michele all’Adige. All’inaugurazione hanno presenziato i rappresentanti di: Provincia di Trento, associazione Pace per Gerusalemme, autorità palestinese in Italia, cantina Pravis, associazione Mezzaluna fertile e padre Ibrahim Faltas, frate francescano, già custode della Basilica della natività di Betlemme e ora responsabile economo della custodia di Terra Santa.

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